Besa in Albania

Sul «Corriere del Mezzogiorno» di domenica scorsa è apparso un interessante articolo di Luigi Quaranta sui recenti avvenimenti culturali in terra albanese, dalla Fiera del Libro appena conclusa al Tirana International Film Festival di prossima realizzazione, che dedicherà tra l’altro una retrospettiva al regista italiano Gianni Amelio. Ma un po’ di Italia era presente anche alla Fiera del Libro di Tirana, grazie alla presenza della casa editrice Besa di Nardò, da tempi non sospetti vicina alla cultura e alla letteratura albanese, con la pubblicazione di testi non solo in lingua italiana ma anche nella stessa lingua di oltre Adriatico (per Besa è stata ad esempio recentemente pubblicata la traduzione albanese di Lettera a un kamikaze di Khaled Fouad Allam). E all’opportunità di avvicinarsi ulteriormente al vivace mondo culturale albanese si riferisce una dichiarazione di Livio Muci, editore di Besa, riportata nell’articolo, quando afferma che «con tanto parlare che si fa in Puglia di rafforzare i legami con l’Albania, la Regione avrebbe ben potuto portare qui gli editori pugliesi. Del resto l’italiano non è certo un ostacolo per i lettori albanesi». Un’occasione mancata.
Sfogliando il catalogo di Besa non mancano di certo le opportunità per avvicinarsi alla scoperta della letteratura albanese. Una delle ultime in ordine di tempo è la raccolta del poeta Gezim Hajdari, Peligòrga (pp. 130, euro 12), frutto «di un percorso poetico iniziato nel gelido e inospitale inverno della dittatura albanese, e continuato, tra illusioni e disincanti, esaltazioni e sfinimenti, nell’esilio italiano». Il poeta, infatti, vive in Italia dal 1992, scrive sia in italiano che in albanese e ha ottenuto riconoscimenti nei premi letterari intitolati alla memoria di Eugenio Montale e Dario Bellezza.

Via: http://www.besaeditrice.it/