Adrian Paci in mostra a Polignano a Mare

L’artista albanese Adrian Paci ha vinto l’edizione 2007 del Premio Pascali, consegnato lo scorso 15 dicembre a Polignano a Mare dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Nella motivazione della giuria, guidata da Rosalba Branà, si legge che «le sue opere parlano della perdita dei luoghi di appartenenza, affrontano i temi della cultura migrante e nomade, rappresentano la crisi identitaria e le diversità». Una selezione delle opere di Adrian Paci è in mostra a Palazzo Pascali, a Polignano a Mare, fino al prossimo 2 marzo (info: 080-4249534).

Riporto a proposito di questa mostra una parte di un articolo di Antonella Marino, apparso su «la Repubblica-Bari» lo scorso 13 dicembre: «Emblematica è la grande foto che apre il percorso espositivo (e che forse confluirà nella collezione del museo): su uno sfondo neutro si staglia la sagoma seminuda dell’artista, che sopporta sulle spalle il peso di un tetto di tegole capovolto, la casa che si dà come mancanza di se stessa. In questa metafora ci sono un po’ tutti gli elementi della poetica di Paci: l’idea dello sradicamento dalla propria terra d’origine, l’esigenza di mantenere un legame con le radici, ma anche il bisogno di andar via, il senso di precarietà di chi non ha i punti saldi e al tempo stesso l’apertura auspicata verso un cambiamento, a metà tra nostalgia e aspirazione a un possibile altrove. In tal senso la sua vicenda personale è indicativa: giunto in Italia una prima volta nel ’91 con la caduta del regime comunista e trasferitosi a Milano durante il grande esodo seguito al caos e al crollo finanziario del ’97, Paci è riuscito ad elaborare il trauma in una trasposizione creativa cui il privato s’interseca con il collettivo, la denuncia politica assume il valore di una testimonianza esistenziale e di un messaggio universale».