I finalisti del Premio Letterario "Città di Bari"

Sono stati selezionati alcuni giorni fa dalla giuria tecnica (composta da Vito Amoruso, Ettore Catalano, Giuseppe Farese, Nicola Laforgia, Nicola Lagioia, Loredana Lipperini, Michele Mari e Raffaele Nigro, e presieduta da Walter Pedullà) i cinque libri finalisti per l’undicesima edizione del Premio Letterario “Città di Bari”. Anche quest’anno a decidere il nome del vincitore sarà una giuria “popolare” composta da 500 ragazzi delle scuole superiori e dell’Università degli Studi di Bari. I cinque titoli sono quelli di Valeria Parrella (Lo spazio bianco), Cristina Comencini (L’illusione del bene), Giuseppe Lupo (La carovana Zanardelli), Vittorio Giacopini (Re in fuga) e Luigi Guarnieri (La sposa ebrea). Per la sezione saggistica, invece, è già stato proclamato il vincitore: Giuliana Sgrena, autrice di Il prezzo del velo. La guerra dell’Islam contro le donne, pubblicato per Feltrinelli. Sgrena sarà presente alla serata finale del 16 luglio prossimo presso il Parco Due Giugno a Bari, la quale sarà preceduta come consuetudine dai cinque incontri delle Scritture al Fortino, quando i cinque finalisti (con calendario da definire) presenteranno il loro libro davanti a giurati e pubblico.

L’assenza di libri pubblicati in Puglia o scritti da autori pugliesi (l’anno scorso ne erano presenti due, il martinese Mario Desiati con Vita precaria e amore eterno e Francesco Piccolo, originario del casertano, con il suo L’Italia spensierata pubblicato da Laterza) non viene vista con preoccupazione dai rappresentanti della giuria tecnica, che anzi dicono: «È motivo di vanto, per noi, non fare “protezionismo” con le case editrici pugliesi». Secondo alcune cronache, comunque, sono stati due i titoli “pugliesi” ad arrivare vicini alla cinquina: Casa popolare vista mare di Giacomo Annibaldis (Besa Editrice) e L’osso di Dio della barese Cristina Zagaria. Una cinquina che comunque soddisfa i giurati: secondo Loredana Lipperini ne emerge un mosaico «che dimostra la grande forza della narrativa italiana, una forza etica», mentre secondo Nicola Lagioia i titoli selezionati «sono un buon campione delle cose più interessanti uscite quest’anno». Ad ogni modo, è del tutto condivisibile la conclusione di Enzo Mansueto espressa sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno»: «si tratta di una cinquina orientata a impianti narrativi tutt’altro che spiazzanti, adatti ad un lettore più sensibile alle evoluzioni della trama e dei contesti, che alle stretegie narrative innovative».