No EcoMafia Tour ieri a Bari

Ha fatto tappa ieri a Bari, presso la Libreria Laterza, il No EcoMafia Tour, la carovana contro la criminalità ambientale che si è posta l’obiettivo di portare in giro per l’Italia, e in particolare nei luoghi più direttamente interessati dal dissesto ambientale, la nuova edizione 2008 del Rapporto Ecomafia, pubblicato dalle Edizioni Ambiente dall’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente. All’incontro hanno partecipato, oltre al presidente regionale di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, e all’assessore all’Ecologia Michele Losappio, anche i magistrati Vincenzo Russo, della Procura di Foggia, e Antonio Savasta, sostituto procuratore della Procura di Trani.

I due magistrati, in particolare, da anni attenti ai crimini ambientali del territorio pugliese, hanno relazionato sulle proprie esperienze e sulle indagini da loro condotte negli ultimi anni. La Puglia è infatti al terzo posto in Italia tra le regioni dietro Campania e Calabria per numero di infrazioni registrate, per un totale di 18 miliardi e 400 milioni di fatturato della criminalità ambientale. Il problema più sentito, anche in Puglia, riguarda lo smaltimento illecito dei rifiuti. Proprio pochi giorni fa, ad esempio, è stata posta sotto sequestro un’ampia area all’interno del territorio del comune di Castelluccio dei Sauri adibito a discarica illegale fino a contaminare gli argini e il letto del fiume Cervaro, il cui corso è stato addirittura deviato. Il procuratore di Foggia Vincenzo Russo ha ricordato, poi, l’operazione “Veleno”, che aveva colpito il clan Gaeta, sempre nel foggiano, fin dal 1995. Antonio Savasta si è invece soffermato su due crimini ambientali che colpiscono in particolar modo le aree a ridosso del fiume Ofanto e della Murgia. In queste zone, i problemi che hanno richiesto l’intervento della magistratura locale hanno riguardato la contaminazione degli argini e del letto del fiume Ofanto e l’illegalità di numerose attività estrattive in cave abusive. A tal proposito, Savasta ha ricordato l’importanza della creazione, tramite una legge regionale dello scorso mese di dicembre, del Parco regionale dell’Ofanto, in modo da mettere sotto tutela gran parte del territorio iù abusato in questi ultimi anni anche da alcune parti del mondo degli agricoltori, i quali si oppongono all’istituzione del parco. Savasta ha invece sottolineato come in molti casi siano gli agricoltori a trarre immediato vantaggio dall’esportazione in Italia e all’estero di grano e altri prodotti alimentari coltivati in parchi e zone protette e con metodi biologici.