Ripubblicato "Puglia d’Oro", di Renato Angiolillo
Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione
L’editore Giuseppe Laterza di Bari ha ripubblicato in un unico testo, corredato da un Cd, i tre volumi della ricerca storica compiuta dal 1936 al 1939 da Renato Angiolillo, dal titolo Puglia d’Oro, per i tipi di Laterza & Polo, vecchia denominazione della stessa casa editrice che ora ha proceduto a questa nuova riedizione di un testo ormai introvabile. Questo è stato possibile grazie al contributo e all’interessamento della Fondazione Carlo Valente, intitolata a un giovane prematuramente scomparso. Il cd multimediale allegato al volume (euro 80) comprende il testo ed il ricco corredo fotografico, «quasi uno straordinario film muto di un tempo lontano che appare meraviglioso e misterioso, umile eppur grandioso». A distanza di 70 anni questi testi rappresentano una interessante documentazione storica della Puglia di allora, e in particolare delle famiglie illustri e dei personaggi che si erano affermati nei diversi campi di attività (agricoltura, industria, commercio, professioni, ecc.) oltre che come benefattori. Nella Premessa al primo volume del 1936, riportata integralmente, sono chiaramente illustrate dal curatore le finalità di queste sue «faticose» ricerche sul campo effettuate in Puglia nella seconda metà degli anni Trenta, dal giovane «pubblicista» (come lui stesso si era definito) Angiolillo, nato il Lucania ma operoso in Puglia, e divenuto poi dopo la guerra direttore responsabile de «Il Tempo» nonché Senatore della Repubblica.
Sulla riedizione del volume è intervenuto sulle pagine culturali della «Gazzetta del Mezzogiorno» anche Egidio Pani, che ha scritto: «Puglia d’Oro centellina invece una saga familiare meridionale localizzata in Puglia ma che può ritrovarsi in altre regioni meridionali, paesana a volte, di uomini e donne che lavoravano duro, capaci di essere contadini ed uomini di cultura, zappatori e imprenditori. Essi non facevano parte di nessun salotto buono della finanza del Nord e si erano visti tagliare i rapporti con l’Europa che il governo savoiardo, dopo l’Unità, delegò alle proprie camarille di corte ed economiche. Si cammina, all’aria aperta, più tra masserie che castelli, più tra piccole fabbriche che pesanti opifici, e i ritratti degli antenati non sono stati dipinti da maestri dell’800 ma a percorrerla, la galleria di Puglia d’Oro, è un’occasione d’incontro di figure e paesaggi, tra di essi confusi in unico ritratto: quella della Puglia severa, anche un po’ cupa eppure solare, faticatrice e tenace».









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