“Il diritto che guarda” di Luigi Pannarale

Dalla Rubrica LaPugliaCheScrive
Scritto da Redazione

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Per il campo della saggistica, in particolar modo accademica, segnaliamo oggi un nuovo volume di Luigi Pannarale, sociologo di Barletta, docente di ordinario di Sociologia del diritto nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, dal titolo Il diritto che guarda. Rischi della decisione giuridica (pp. 176, euro 16) pubblicato dalla Franco Angeli di Milano. L’autore, membro del comitato scientifico di molte riviste specialistiche, nonché dell’Ogim (Osservatorio giuridico internazionale sulla migrazione), ha pubblicato negli anni scorsi, tra gli altri, Il diritto e le aspettative (Napoli, 1988), La bottiglia di Leyda. Il giurista ed i suoi paradossi (Torino, 1996), Giustiziabilità dei diritti. Per un catalogo dei diritti umani (Milano, 2002). In questo ultimo volume, invece, prendendo spunto da un titolo moraviano, L’uomo che guarda (1985), il libro studia l’“atteggiamento” del diritto moderno: i suoi processi di osservazione della società sono processi di auto-osservazione, in cui sempre più spesso accade che il diritto si senta inadeguato rispetto alle aspettative che sono rivolte nei suoi confronti e alle prestazioni che gli vengono richieste. Tra gli argomenti trattati, in particolare, Il dissolvimento del principio d’imputazione, I diritti umani in una società globalizzata, Diritto e scienza: le interdipendenze, Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi: dai PACS ai DICO.

Pannarale ha nei giorni scorsi rilasciato un’intervista sul suo libro a Giuseppe Dimiccoli della «Gazzetta del Nordbarese», ha affermato come «Questo libro ne segue di qualche anno un altro, intitolato Giustiziabilità dei diritti. Questa comunanza vuole segnalare una forte continuità dell’ormai pluriennale percorso di ricerca intorno al tema dei diritti umani e alle sue specificità in riferimento alle società complesse. Nel primo volume il problema cruciale, sul quale si concentrava l’attenzione, prendeva spunto da un’osservazione di Norberto Bobbio circa lo scarto esistente fra proclamazione e attuazione dei diritti umani. Bobbio notava, infatti, che vi è molta più disponibilità al riconoscimento che all’attuazione dei diritti da parte degli Stati, ma osservava anche che le carte dei diritti, ancorché per molti aspetti inattuate, non costituivano soltanto una melanconica elencazione, ma creavano le indispensabili premesse per la successiva attuazione».

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