“Salento: scenari della diversità” di Salvatore Patera

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La casa editrice Amaltea di Melpignano (LE) ha pubblicato da alcuni mesi un saggio di Salvatore Patera dal titolo Salento: scenari della diversità (pp. 312, euro 19) che cerca di approfondire una pluralità di fenomeni (culturale, economico, sociale, territoriale) che si collocano all’interno di un più vasto fenomeno che ha visto un’espansione esponenziale negli ultimi anni (e ormai decenni): il “fenomeno Salento”. L’autore di questo volume, docente di Didattica della comunicazione e del lavoro di gruppo presso l’Università del Salento, ha pubblicato tra l’altro nelle ultime settimane un nuovo volume, su cui torneremo, in collaborazione con Salvatore Collazzo, dal titolo Verso un’ecologia della partecipazione, mentre si era già occupato di economia salentina nel volume Un sistema turistico nascente. Il caso del Salento (Napoli, 2006). Patera si è laureato a Roma, dove ha svolto attività di ricerca con la cattedra di Sociologica del Turismo (Università la Sapienza di Roma). Attualmente fa parte dell’equipe  di “Cooperazione allo sviluppo” D.I.A.P. (Politecnico di Milano). Svolge attività di ricerca e consulenza sui temi della partecipazione e del coinvolgimento delle comunità locali nei processi di valorizzazione del territorio. Promuove e partecipa a Seminari didattici e di ricerca sul tema della promozione dei contenuti culturali e le offerte locali di cultura (La Habana, Cuba). 

Proprio negli anni di ricerca presso l’Università La Sapienza è nato il progetto di questo volume. Come scrive lo stesso Patera in quarta di copertina, «La scelta di trattare il Salento come oggetto di studio, oltre alla semplice moda del momento, ha radice nel mio essere salentino, parte di quell’oggetto e allo stesso tempo parte di quel soggetto che nel territorio opera, come voce tra le tante, come voce del Salento per il Salento. Lo scopo di queste pagine non è quello di sostituirsi alla realtà delle persone in carne ed ossa bensì quello di offrire un riferimento per esaltare, piuttosto che omettere e appiattire, le differenze e le possibilità che di volta in volta si presentano agli occhi di chi si appresta ad indagare, per un certo tempo, un “territorio”. Ho voluto aprire una riflessione su alcune questioni significative per il Salento non povere di contraddizioni, evidenziandole nei cambiamenti, nella continuità e nelle fratture a cui sono andate incontro nel tempo». Il volume è diviso in tre parti: l’ultima è centrata sul sistema turistico salentino e sul rapporto che il boom del turismo ha avuto e sta avendo sulle tradizioni e le identità del territorio. Le prime due parti esaminano, da due diversi fronti, il rapporto centro-periferia, come sottolinea Antonio Bonatesta in una sua recensione apparsa sulla rivista «Amaltea on line». Se la prima parte analizza questo rapporto in chiave storica e nell’ottica dello sviluppo del Salento a partire dal secondo dopoguerra, nella seconda l’autore «arriva così a delineare fisionomie sub-regionali sotto la lente di ingrandimento demografica, storica, culturale, geo-litologica, economica e di adattamento sociale all’ambiente».