“Le tue braccia sanno di pioggia” di Adriana Farenga

È della giovanissima barese Adriana Farenga, nata nel 1988 e studentessa del secondo anno del corso di laurea in Scienze Storiche e Sociali dell’ateneo barese una delle ultime raccolte di poesia della casa editrice romana Il Filo che sempre più spesso ospita autori pugliesi. Le tue braccia sanno di pioggia (pp. 104, euro 11,50), questo il titolo della raccolta, è la prima pubblicazione dell’autrice, grande appassionata di teatro, musica e letteratura, che ha anche vinto alcuni concorsi letterari. «La poesia come intensa espressione dell’essere, le parole come perfette frecce che raggiungono dritte il cuore del lettore, la musicalità dei versi che si modifica e si modella a seconda dei sentimenti personali dell’autrice», si legge in quarta di copertina. Il libro è una silloge suddivisa in sette sezioni: Il soffio vitale, l’Amore, la Verità, Bellezza e Virtù, Orgoglio e Onore, Oltre le leggi degli Dei, la Memoria.

Diversa è la cifra stilistica dei componimenti, alternandosi alcuni brevi come epigrammi e altri più lunghi; predominante il verso libero, mentre gli argomenti trattati sono molteplici, dall’amore all’universo al rapporto con la morte. E non mancano versi in cui l’autrice indugia sui caratteri della poesia stessa, sui sentimenti che instilla nel suo animo: «Celata l’isteria dell’imminente sconfitta/ Tra pagine di quaderno/ Fitte di aggettivi/ E relativi sinonimi/ (?) Ingoio gomitoli di lana grezza/ Soffoco». O ancora: «Parlai tutte le lingue/ Pregai tutti gli dei/ E la mia terra/ Sposa del Mediterraneo/ Sempre gravida di nuova cultura. / Di nuova vita/ E di me/ Che sempre desiderai essere Luce». Come ha scritto Maria Grazia Rongo in una recensione apparsa sulla «Gazzetta del Mezzogiorno», i versi di Adriana Farenga «hanno la consapevolezza adulta della memoria e la strategica attesa di chi segue l’istinto e la ragione, la gioia della contemplazione e la sofferenza della riflessione, l’ansia della ricerca e la pace della conquista, per parlare al cuore degli uomini».