Intervista a Mario Desiati/2
Dalla Rubrica Monografia
Scritto da Redazione

Riportiamo oggi la seconda e ultima parte dell’intevista rilasciata da Mario Desiati a PugliaLibre per il mese di luglio.
Prima della tua attività di narratore c’è stata quella di poeta, con una raccolta uscita per Lietocolle e altre poesie comparse in antologie. Ricordo in un tuo incontro a Bari come tenessi particolarmente a che, in quarta di copertina, venisse citata anche questa tua parte di attività. Scrivi ancora poesie? Qual è la tua riflessione sul mercato editoriale della poesia contemporanea in Italia?
In quella circostanza io mi riferivo soprattutto alla scrittura poetica, nel senso che secondo me la poesia è fondamentale per un narratore. Il mio discorso è legato proprio alla mia attività di narratore, perché la poesia ti aiuta a far emergere un immaginario, ti aiuta a spiegare la lingua, le parole, a trovare soluzioni. Ma la poesia in Italia a livello editoriale è morta. Non esiste, o esiste soltanto per due collane che pubblicano pochissimi libri, e nemmeno nel resto d’Europa gode di ottima salute. La poesia resta comunque un genere letterario che non finisce mai, a mio avviso viviamo in un periodo in cui c’è un ricambio e magari fra qualche anno tornerà. Ma in questo momento in Italia non esiste, editorialmente. Esiste solo nelle riviste letterarie, che sono secondo me uno dei migliori canali per chiunque scriva poesia, anche per conoscersi, per stimolare il dibattito, per fare scambi, un canale spesso sottovalutato dagli stessi poeti ma che è l’unico che c’è in Italia.
Ormai da alcuni anni sei un’importante figura del lavoro editoriale in Italia, prima in Mondadori e ora a Fandango. Puoi raccontarci l’inizio di questa tua attività? Qual è il tuo giudizio sulla produzione della piccola e media editoria pugliese?
Io ho iniziato a lavorare con un piccolo editore locale, poi sono passato sull’editoria nazionale dove ho fatto i primi lavori con un editore come PeQuod, che pubblica soprattutto narrativa e che ha pubblicato il mio primo libro. Quindi ho iniziato a lavorare in rivista, e quando prima ne parlavo mi riferivo proprio alla mia esperienza personale in «Nuovi Argomenti», poi sono stato per alcuni anni in Mondadori. Adesso mi occupo di una media casa editrice, secondo la definizione dell’Associazione Italiana Editori, perché siamo una casa editrice che pubblica trenta titoli l’anno. Vista da fuori, quella delle case editrici pugliesi è sicuramente una delle realtà più vive del Mezzogiorno, a prescindere da Laterza che ha pubblicato il mio ultimo libro, che è un editore che ha ormai una sua storia assolutamente importante nel nostro paese nel campo dell’editoria. In Puglia ci sono tante piccole realtà che oggi aiutano soprattutto la narrativa, per il fatto che in Puglia si racconta moltissimo perché c’è molto da raccontare. Ad esempio ci sono Manni, Besa, Lupo, che sono editori salentini, ma ce ne sono anche tanti nel versante barese e tarantino che pubblicano molti narratori. Ad esempio ne ho scoperto uno di recente, un lucano, Vincenzo Corraro, che ha pubblicato con la Palomar di Bari. E poi ci sono tante esperienze del recente passato, penso alla poesia e a editori come Lacaita di Manduria che pubblicava Dario Bellezza e altri grandi poeti. Quella pugliese è sicuramente un’editoria libera e viva.




















