“La villa romana di Santa Maria di Merino” di A. Sollitto

Fioriscono come sempre i volumi sulla storia locale promossi e pubblicati dai singoli comuni pugliesi, spesso in collane dedicate di quaderni speciali: è il caso, ad esempio, dell’ultima pubblicazione voluta dall’assessorato alla Cultura del  Comune di Vieste, un tesi di laurea di Antonio Sollitto su La villa romana di Santa Maria di Merino, il luogo di culto dove è venerata appunto la santa protettrice, la Madonna di Merino, della località garganica. Il volume di Sollitto segue quello dal titolo Memorie, pubblicato nella stessa collana, di Alfonso G.B. Perrone tratto dalla tesi di laurea di Maria Eleonora Mafrolla. Antonio Sollitto si è laureato con questa tesi di laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Perugia.

L’attuale assessore alla Cultura di Vieste, Nicola Rosiello, ha voluto accompagnare la presentazione del volume di Sollitto con queste parole: «Nel suo lavoro, Antonio Sollitto parte dall’analisi storica di tutta la Daunia, terra feconda di testimonianze del passato, per approdare poi a Merino attraverso la trattazione dei vari aspetti socio-economici e culturali che hanno caratterizzato la storia di Roma Antica, che ha avuto un rilievo non indifferente anche dalle nostre parti. Bene ha fatto il giovane autore ad evidenziare la campagna di scavo che fu eseguita, con alterne vicissitudini, nel 1954/56 nella zona di Merino e che si rivelò di enorme interesse per la conoscenza delle nostre radici. Non una Città a Merino, ma una “villa”, un luogo di lavoro e di soggiorno di una comunità importante per l’epoca. L’auspicio è che questo volume possa accrescere in tutti noi l’interesse per la storia di Vieste e dei suoi abitanti. Un considerevole apporto lo continuerà a dare, sicuramente, l’Amministrazione comunale, particolarmente attenta a tematiche del genere come dimostra anche il contributo fornito nel recente ritrovamento della tomba ellenistica nel cortile interno del Palazzo di Città i cui scavi, ci auguriamo, possano riprendere quanto prima. Nel congratularci con l’autore del presente volume, siamo certi che esso saprà essere motivo per la riscoperta dei nostri siti archeologici dando vita, in forma permanente, ad un turismo di qualità attraverso le testimonianze storiche di cui è costellata la nostra realtà territoriale».