“Il ritorno della Taranta” di Vincenzo Santoro
Dalla Rubrica LaPugliaCheScrive
Scritto da Redazione

A pochi giorni dall’edizione 2009 della Notte della Taranta di Melpignano, che anche quest’anno ha visto il solito bagno di folla di giovani provenienti da tutta la Puglia e non solo, segnaliamo un recente volume, pubblicato lo scorso mese di giugno dalla casa editrice romana Squilibri, dal titolo Il ritorno della Taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina (pp. 272, euro 18, con CD e 50 foto in b/n) e che si colloca all’interno del filone che, principalmente a cura di editori salentini come Kurumuny, Besa, Lupo, negli ultimi anni ha consegnato alla cultura studi importanti studi sulla musica popolare salentina. Il volume è stato scritto da Vincenzo Santoro, nato ad Alessano (LE) nel 1970, laureato in informatica, ha all’attivo molte operazioni culturali nell’ambito della musica popolare del territorio d’origine e progetti all’interno dell’Anci e in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca. Sta lavorando inoltre con l’associazione AltroSud a creare un Archivio sonoro delle tradizioni musicali pugliesi presso la Biblioteca nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” di Bari. Ha curato in passato alcuni volumi con il fotoreporter salentino Gabriele Torsello, come Il ritmo meridiano (Aramirè 2002), Tabacco e tabacchine nella memoria storica (Manni 2002), Uccio Aloisi. I colori della terra (Aramirè 2004).
Ne Il ritorno della Taranta, Santoro ricostruisce dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni il «lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalità più blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei fenomeni musicali più sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il “rinascimento della pizzica”». Né mancano all’interno del volume i racconti tratti dalla viva voce di alcune tra le più importanti personalità che hanno contribuito alla valorizzazione della musica popolare salentina, come Rina Durante, Giovanna Marini, Eugenio Barba, Eugenio Bennato. Gino Di Mitri, sulle pagine della «Gazzetta del Mezzogiorno», ha evidenziato come «quello di Santoro non è un libro come i tanti altri che in questi anni hanno alimentato la pletora saggistica sulla pìzzica: la sua è invece una controstoria filologicamente puntuale e sociologicamente raffinata del tormentone pugliese per antonomasia. Tanto più meritoria, quest’opera, se si considera che per esempio Santoro riscatta un controverso autore come Pierpaolo De Giorgi dalla damnatio memoriae restituendolo al quadro generale della rinascita musicale salentina. Oppure si veda la vicenda editoriale e musicale che prima lega fra loro e poi conduce al divorzio artistico due celebri figure come Gigi Chiriatti e Roberto Raheli».





















