“Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008″
Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica, Monografia
Scritto da Redazione

Recensione di Nunzio Bianchi -
Letteratura del Novecento in Puglia. 1970-2008, a cura di Ettore Catalano, Progedit, Bari 2009, pp. 552, euro 40.
Le coordinate culturali, cronologiche e geografiche del titolo orientano subito il lettore verso un ambito preciso: lo spazio letterario (nelle forme della produzione, circolazione e consumo) della Puglia (ma meglio si potrebbe dire delle Puglie, designazione adatta come non mai in questo caso a cogliere le proteiformi espressioni e le immancabili contraddizioni di questa terra) nell’ultimo quarantennio (il 1970 è l’anno da cui prende l’abbrivio il «”racconto” – così definito dal curatore nell’Introduzione – di una Puglia letteraria diversa», più à la page e più versatile di quanto si immagini e soprattutto di quanto sia stata quella degli anni Cinquanta e Sessanta).
La Letteratura del Novecento in Puglia raccoglie venti contributi critici che tentano di fornire «un provvisorio, ma […] indispensabile punto di partenza per comprendere meglio la tradizione della letteratura contemporanea pugliese» e di cogliere la nuova identità di una Puglia letteraria contesa fra ansia di modernità, liberazione e rivalsa sul passato e una Puglia che naviga – come registra Catalano – «verso un paesaggio sociale che subisce la durezza delle crisi economiche e sociali e rischia lo sfrangiamento e la marginalizzazione; ma che reagisce con una resistente tenuta civile e, nel mutare delle situazioni e dei poteri politici, non dimentica una sostanza di umanità e di risentita coscienza etica, anche nell’esercizio letterario».
Questo lavoro collettivo, affidato a studiosi delle università pugliesi («non per arroganza “provincialistica” – si riconosce –, ma per bisogno di analisi, di radicamento sociale e di visibilità del lavoro letterario») non fornisce una parola definitiva, né pretende di dire tutto il dicibile, ma costruisce «una solida ipotesi antropologico-letteraria tesa a rileggere la storia della produzione letteraria degli ultimi quaranta anni» e svela una realtà talora sconosciuta, poco nota o negletta, persino agli specialisti del settore.
A dare un’idea meno approssimativa di questa storia letteraria pugliese può qui bastare la riproposizione dell’indice, che valga pure quale riconoscimento al lavoro di molti: Introduzione. La tradizione letteraria pugliese dall’autoreferenzialità penitenziale alla saggezza etica di Ettore Catalano; I. Tradizioni e ricerca del nuovo nella letteratura in Puglia di Ettore Catalano; II. La diffusione della cultura in Terra di Bari di Maria Beatrice Pagliara; III. L’italiano oggi. Resistenze e innovazioni nel repertorio dell’italiano contemporaneo di Immacolata Tempesta; IV. Poeti in Capitanata di Sergio D’Amaro; V. La scrittura narrativa in Capitanata di Lea Durante; VI. La poesia in Terra di Bari di Daniele Maria Pegorari; VII. La narrativa in Terra di Bari di Vanna Zaccaro; VIII. Il teatro dalla comunità al consumo di Tina Achilli; IX. La scrittura letteraria nell’Alto Salento: narrativa, teatro e poesia in Terra di Brindisi di Ettore Catalano; X. Poeti in Terra di Brindisi dagli anni Ottanta a oggi di Anna De Macina; XI. La poesia dialettale contemporanea in Terra brindisina di Mimmo Tardio; XII. Sei poeti salentini di Donato Valli; XIII. Le riviste letterarie, i fogli di poesia, i gruppi a Lecce e in provincia di Antonio Lucio Giannone; XIV. La narrativa a Lecce e in provincia di Maria Ginevra Barone e Fabio Moliterni; XV. Momenti e figure della letteratura a Taranto di Leonardo Sebastio; XVI. Sud «moderno» e sguardo anglosassone: la Puglia non letteraria di Henry Vollan Morton e Paul Theroux di Luigi Cazzato; XVII. Gli autori pugliesi all’estero di Cosma Siani; XVIII. Pugliesi brava gente: cinema e set in Puglia di Anton Giulio Mancino; XIX. L’editoria libraria in Puglia. Schede informative di Pasqua Gasparro, Luigia Marino, Maria Elena Palmisano.
La mole del volume, ma soprattutto la ricchezza dei contributi e dei dati esposti e discussi impediscono una sintesi compiuta di queste pagine, che il lettore paziente e interessato avrà modo di sfogliare, seguendo l’ordine di presentazione dei saggi o procedendo per province territori e città (confini invero instabili e provvisori per il fenomeno letterario, ma utili per un quadro interpretativo d’insieme) o ancora muovendosi lungo i percorsi più tradizionali dei generi (narrativa, poesia, teatro).
Ai capitoli destinati all’analisi del fenomeno letterario per ambiti territoriali (capp. II, VI, VII per la Terra di Bari; capp. IV, V per la Capitanata; capp. IX, X, XI, XIII, XIV per il Salento; cap. XV per il Tarantino) si alternano altri di approfondimenti tematici: le ‘svolte’ letterarie della letteratura pugliese segnate dal successo nazionale (Nigro, Carofiglio) e originalità (cap. I); le dinamiche della lingua italiana negli ultimi quarant’anni e il rapporto con le lingue degli ‘altri’ (l’inglese, le lingue degli immigrati, dei giovani) e con il dialetto (cap. III); la cultura teatrale nella Puglia degli ultimi trent’anni, tra innovazione e attaccamento alle realtà locali (cap. VIII); l’immagine della regione negli scritti di due esemplificativi rappresentanti novecenteschi di letteratura odeporica (cap. XVI); la Puglia vista da scrittori pugliesi all’estero (cap. XVII); un’indagine su sei poeti salentini nella riproposizione di alcuni passi estratti da lavori già editi di Donato Valli (cap. XII).
Un’ultima osservazione merita l’anno posto a limite prossimo dell’indagine: il 2008. Va dato atto ai curatori di aver coraggiosamente affrontato il compito di fornire una prima messa a punto critica e di aver tracciato un profilo della produzione letteraria pugliese recente e recentissima: compito spesso esposto a critiche e incomprensioni, ma soprattutto rischioso e non agevole. Lo ricordava Luigi Baldacci in un articolo apparso nel 2000 sul «Corriere di Firenze» (e ripubblicato su «Alias» del 1° agosto di quest’anno): «Bisogna vivere. Il critico di letteratura che parla dei propri contemporanei non avrà come riferimento la stella polare dell’assoluto ma, trattandosi degli eventi in corso, gli sarà necessario usare criteri relativi, anche se questo relativismo di valutazione tenderà fatalmente a rialzare l’indice delle quotazioni: un’opera che, considerata nel corso di un secolo, sarebbe meno che mediocre, può apparire più che notevole se valutata nel giro di un anno».





















