“Prima, durante e dopo quel 18 settembre 1943 a Trani”

Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione

Sono giorni di importanti cerimonie e rievocazioni in molte città della Puglia, questi che seguono l’8 settembre, in memoria dei giorni che dopo l’armistizio del 1943 videro le prime testimonianze della Resistenza italiana contro l’occupazione tedesca in tutto il Paese e in Puglia. Sabato a Barletta si sono ricordati i 12 tra vigili urbani e netturbini uccisi nell’eccidio del Palazzo delle Poste. Il 18 settembre Trani rievoca invece la sua testimonianza della Resistenza, e quest’anno sarà possibile per tutti ricordare la storia di quei giorni con la lettura del volume, pubblicato da poche settimane, dal titolo Prima, durante e dopo quel 18 settembre 1943 a Trani, che raccoglie fatti, testimonianze e ricerche su tutti gli avvenimenti che videro protagonista la città di Trani nel secondo conflitto mondiale. La pubblicazione è curata da Francesco Pagano e Saverio Cortellino (già autori di altri volumi sulla storia della città) dell’Associazione Obiettivo Trani, è stata finanziata con i fondi CRSEC BA/4 Trani-Bisceglie della Regione Puglia ed è fuori commercio, ma si può richiedere ai recapiti dell’associazione tranese che l’ha promossa.

L’episodio principale al centro della pubblicazione è quello che avvenne appunto il 18 settembre ‘43, quando l’ufficiale nazista Friedrich Kurtz si rifiutò di eseguire una rappresaglia in città e per questo motivo per alcuni anni si è detto fosse stato fucilato per insubordinazione. In realtà, come scrive Mario Schiralli, giornalista ed ex direttore della biblioteca comunale di Trani, «Finita la guerra, Kurtz si ricongiunse alla sua famiglia ma questo non intacca minimamente ed in alcun modo il suo gesto di non fucilare 50 ostaggi; anzi ne accresce il significato di grande umanità». «Tra leggenda e realtà – scrive nella presentazione del testo la responsabile distrettuale del CRESC Luigia Ficarella – questa vicenda si arreda di copiosa documentazione storica e fotografica. L’opera affronta un argomento molto discusso, ammantato da un alone fantasioso che per 63 anni ha tenuto nel dubbio e nell’incertezza l’intera cittadinanza tranese».

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