“Crash tv” di Carmine Castoro

Dalla Rubrica LaPugliaCheScrive
Scritto da Redazione

Carmine Castoro è uno scrittore di Foggia, direttore della rivista mensile «Flow», che ha da poco pubblicato per la casa editrice romana Coniglio Editore un saggio dal titolo Crash tv. Filosofia dell’odio televisivo (pp. 208, euro 16,50) inserito nella collana Maxima Amoralia. L’autore, nato nel 1967, si è laureato in Filosofia a Bari con una tesi sul concetto di malattia. Giornalista professionista e autore televisivo, ha firmato numerosi programmi per il palinsesto notturno della RAI e per canali Sky. Studioso ed esperto di “fenomeni estremi”, ha dedicato molti reportage a trasgressione, prostituzione, manicomi, droga, malasanità, sette sataniche, devianze giovanili, logica della comunicazione televisiva. Nel 1997 ha pubblicato per Castelvecchi Roma erotica.

Secondo l’autore, «La televisione ronza e circuisce, macchina in grado di “produrre” la realtà di ogni giorno, di instillare nelle menti valori e modelli fino a costruire un nuovo modo di sentire. Incantesimo fittizio, vortice di segni e significati che ci guida lentamente verso la fiction totale. Crash Tv è una sana “filosofia dell’odio” per resistere a una casta di cartapesta che detta le regole del “vivere” e del “capire”, secondo coordinate inattaccabili dal senso e dal dissenso». Afferma ancora Castoro nel libro: «Io credo davvero che a personaggi come la Ventura e la De Filippi (ma la lista è bella lunga) debba essere ascritta una parte sostanziale di responsabilità per lo sfascio morale, il crollo dei valori, l’arrivismo spietato, l’estetismo fine a se stesso che sta rovinando e attanagliando una cospicua generazione di teenager e non solo. Io lo credo con tutto me stesso». Come è stato scritto su una recensione su Booksblog, per Castoro «il trash è nipote del naufrago bolognese Carlo, quello dell’”Isola dei Famosi” (Rai2), che il 6 ottobre ebbe modo di paragonare l’imprevedibilità dello zio a quella di un “rutto”, quando proprio lui ebbe modo di paragonarla a una “scorreggia”. Che dire? Forse c’è un esempio più trash, che spinse Camilla Raznovich a “Tatami” (Rai3) del 5 ottobre 2008 a cedere 12 minuti di trasmissione alla sorelle Cristina e Benedetta Parodi, semplicemente perchè tempo prima, aveva invitato i relativi consorti Giorgio Gori e Fabio Caressa».

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