“Il grido e l’ultragrido” di Luigi Paglia
Dalla Rubrica LaPugliaCheScrive
Scritto da Redazione
Pubblicato per il marchio editoriale Mondadori Education (Le Monnier università) pochi mesi fa, Il grido e l’ultragrido. Lettura di Ungaretti (dal «Sentimento del tempo» al «Taccuino del vecchio») (pp. 274, euro 19,50) è l’ultimo saggio del professor Luigi Paglia, critico letterario foggiano che ha dedicato gran parte dei suoi studi a Ungaretti e Mario Luzi, del quale fu anche amico personale. Questo nuovo saggio arriva dopo i due precedenti, dedicati entrambi al poeta de L’Allegria, dal titolo L’urlo e lo stupore (Mondadori Education, 2003) e, in particolare, Il viaggio ungarettiano nel tempo e nello spazio. Le prose daunie di Giuseppe Ungaretti (Claudio Grenzi, 2005). A proposito dell’interesse di Ungaretti per Foggia, la Capitanata e il Gargano basta citare alcuni frammenti di Deserto e dopo (1961): «Piazza ovale, che non finisce più, d’una strana potenza. (…) Nessun luogo avrebbe più diritto d’esser dichiarato Monumento nazionale», dove commenta la sua visita al Piano delle Fosse di Foggia, banca del grano che nascondeva nelle viscere della terra ciò che grazie alle viscere della terra era emersa. E ancora. «Ora ci appare Montesantangelo. Le sue case, per le porte sormontate dalla finestra a balconcino, a questa distanza le diresti una greca che coroni il monte». Anche questo brano appartiene alle stesse pagine di Deserto e dopo, e anche questo brano risponde alla logica e alla razionalità di Ungaretti.
A proposito de Il grido e l’ultragrido, invece, riprendiamo le parole della quarta di copertina, dove è scritto: «Nel binomio grido/ultragrido è proposto il diagramma emotivo, esistenziale e stilistico delle opere poetiche ungarettiane dal “Sentimento del Tempo” fino alle ultime raccolte, oscillanti dialetticamente tra il dolore della vita e il suo superamento nell’ultragrido metafisico, della cui totalità testuale viene data la lettura stratigrafica, nel sondaggio dei vari livelli del significato e del significante. Essa è preceduta dalla individuazione delle “strutture profonde” che sono precisate nelle introduzioni globali alle singole raccolte, nelle quali sono delineati anche il processo genetico e le modalità stilistiche, oltre all’organismo logico-semantico, al sistema archetipico-simbolico e al meccanismo spazio-temporale».





















