“Baldovino, un piccolo Rom a scuola” di P. Comentale

Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione

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«Questo libro parla di un bambino e una maestra in una classe… È una storia come tante altre? Veramente no. Il bambino si chiama Baldovino, la maestra è la terribile maestra Minestra e… c’è anche Ino, pulcino malandrino, che all’improvviso scappa via. Baldovino per ritrovarlo vivrà una grande avventura in una giornata speciale nella quale imparerà tante cose. La più importante? Mai fidarsi delle apparenze». Questo il punto di partenza del nuovo libro di Paolo Comentale, uno dei maggiori scrittori per l’infanzia della Puglia, dal titolo Baldovino, un piccolo rom a scuola (edizioni la meridiana, collana partenze, pp. 48, Euro 10,00) con le illustrazioni di Daniela Vignola. Il libro è stato presentato venerdì scorso 20 novembre al Teatro Petruzzelli di Bari in occasione della Giornata Mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza.

«Il piccolo Baldovino, alto quanto un biscotto, e che ha per migliore amico un pulcino di nome Ino. Il nome non è il diminutivo di pulcino, come si sarebbe portati a pensare, ma di Euro, perché è una creaturina gialla, lucida e splendente come una moneta. Baldovino. Baldovino porta Ino sempre con sé e un giorno il pennuto vola dalla finestra della scuola dritto dritto in un camion di rifiuti: così Baldovino, a bordo di un aereo di carta, vola in soccorso del suo compagno. Ma la maestra Minestra – un donnone enorme (occupa due sedie e due cattedre) e una voce che fa appannare gli occhiali dei bambini del primo banco, che vivono perennemente nella nebbia – non può permettere che un suo alunno abbandoni la classe. Soprattutto durante l’orario di lezione! Inaudito! La maestra decide di seguire il piccolo Rom: “Vengo a prenderti piccolino – dice – nessun alunno può assentarsi dalla mia classe senza permesso!” A passo di carica spalanca la porta ed esce di filata! Figuratevi la meraviglia quando i bambini esterrefatti la vedono tornare, dopo pochi istanti, trafelata e ansante. Non è più sola. Porta in braccio con amore un minuscolo barboncino nero come il carbone. Lo posa delicatamente sulla cattedra, i bambini non possono trattenere una esclamazione di stupore: “Ohhhhhhhhhh!”. “Vi presento Tiramisù, è un barboncino dal fiuto prodigioso. Ci aiuterà a ritrovare Baldovino e a riportarlo in classe, il più presto possibile!”. I bambini a questo punto vogliono fare mille e mille domande, una diversa dall’altra: tutte sull’improvvisa apparizione dell’incredibile barboncino. La terribile maestra Minestra ha… un amico del cuore!? Incredibile! E da quanto tempo?! Come ha fatto a tenerlo nascosto!? Cosa mangia!? Dove lo tiene? Quando lo porta a passeggio?! Insomma mille e mille domande. I bambini incominciano a pensare una cosa semplice ed evidente, incredibile eppur vera. Vuoi vedere che la maestra Minestra non è così come sembra??!! Vuoi vedere che… la maestra non è la solita… Minestra!! Tutti gli alunni si preparano alla spedizione per salvare Baldovino e Ino e per la prima volta si scoprono a pensare che insieme all’incredibile maestra Minestra possono fare qualcosa non di pauroso ma di… avventuroso!».

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