“Storia della Parrocchia di Sant’Antonio Abate” a Maglie
Dalla Rubrica Building Apulia, LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione
Quello dell’editoria religiosa, lo si scriveva anche la scorsa settimana a proposito delle novità della casa editrice Vivere In, è un settore sempre florido nella nostra regione. Lo scorso 13 novembre si è infatti svolto un nuovo incontro incluso nella rassegna di incontri Building Apulia dal titolo “La Puglia religiosa”, all’interno del quale si sono presentati due volumi importanti per due realtà sociali particolari del barese, Parrocchia di strada (Stilo Editrice) che racconta l’esperienza ventennale di don Franco Lanzolla come parroco della chiesa Resurrezione nel periferico quartiere Japigia di Bari, e Chiamatemi… don Tonino (Edizioni La Meridiana), un libro di Francesco Cardinali che riporta uno spettacolo di lettura teatrale in cui si racconta della straordinaria personalità di mons. Tonino Bello, vescovo di Molfetta proprio negli anni in cui la città barese era attraversata da gravi episodi di criminalità. Nella sua relazione in qualità di testimonial, Anna Mancini ha posto l’accento sulla grande importanza delle due esperienze così simili per certi versi dei due sacerdoti.
Per aggiungere un altro tassello alla storia della Puglia religiosa si è svolta ieri presso l’Auditorium della Chiesa del Sacro Cuore di Maglie la presentazione del libro intitolato Storia della Parrocchia di Sant’Antonio Abate – Chiesa del Sacro Cuore (Ed. Erreci, Maglie). Gli autori Mario Andreano, Vincenzo D’Aurelio e Roberto Muci, con la presentazione di questo volume hanno concluso la serie di iniziative promosse dalla Parrocchia per festeggiare il 50° Anniversario della sua Consacrazione. «Il libro, diviso in tre parti, si apre con una introduzione storica circa il culto di Sant’Antonio Abate. Vincenzo D’Aurelio, magliese e studioso di storia patria, ricucendo le scarne notizie circa la grecità della sua patria compone le basi per una interessante narrazione che analizza il culto dell’Abate attraverso i secoli. In particolare si parla di culto salentino alla luce delle alternanze di liturgia greca e latina, ma l’ampio spettro di analisi non può sottrarsi dal volgere lo sguardo ad un culto ancor più complesso e antico come quello pagano del fuoco che a quello di Sant’Antonio lega le focare e i miracoli. Allora l’autore, distribuisce la narrazione tra i secoli spaziando nella vasta geografia mediterranea e lungo un percorso preciso e storicamente completo ci conduce dalla Tebaide a Costantinopoli, per poi passare nel delfinato francese a Viennois e da qui ancora una volta ritornare nella sua terra d’origine: il Salento. Una storia, quella di Sant’Antonio Abate, millenaria densa di significati e di simboli dai quali si scopre la sua iconografia e da questa il suo culto, la fede popolare e le credenze innervate in quella ruralità popolare che di Sant’Antonio Abate ne fece lu santu de lu focu».
«Ma la storia di un culto è anche spesso la storia di una comunità. Era il 1959 quando don Teodoro Petracca, assegnato alla cura delle anime della Parrocchia di Sant’Antonio Abate di Maglie, si rese conto che l’antica chiesa di Sant’Antonio sull’omonima strada era piccola per una comunità prepotentemente cresciuta. Il suo sogno di realizzare una nuova Casa di Dio si concretizzò con l’acquisto di un terreno vicino e vedrà da questo momento in poi prendere forma la nuova struttura. Un sogno spesso di difficile realizzazione per insufficienti risorse economiche, ma l’audacia e la perizia del buon don Teodoro, affiancato dalla beneficienza di numerosi e illustri cittadini, resero possibile quest’impresa. Quando la nuova Chiesa ormai era terminata, anche la vita di don Teodoro terminò e il suo sostituto fu un sacerdote che ha segnato per più di trent’anni la storia di questa parrocchia: Don Antonio Castellana. Anche per lui numerose vicissitudini, un impegno indefesso a migliorare la parrocchia e un continuo monitoraggio delle anime, lui che con il suo carattere duro e deciso era anche così amorevole e proteso verso il prossimo, verso il fanciullo in particolare. Chiamato a Dio sul finire degli anni ’90, il testimone passa a don Antonio Carluccio, attuale parroco. Questa è la storia, seppur sintetizzata, della narrazione di Mario Andreano, magliese, professore di lettere e membro onorario della Società di Storia Patria per la Puglia, che con un’attenta e precisa ricostruzione storica, senza perdere di vista lo sfondo storico nazionale nel quale si cala prepotentemente la nostra microstoria, ripercorre la vita di questa comunità e della sua parrocchia attraverso quegli anni di grandi trasformazioni sociali e di rinnovamento della Chiesa».






















