“Senza corpo”, con un monologo di Alessandro Langiu

Pubblicato nel gennaio 2009, la raccolta Senza corpo. Voci dalla nuova scena italiana (pp. 268, euro 12,50) è l’annuale volume che la casa editrice romana Minimum Fax pubblica come «un’antologia di ricerca delle nuove scritture che attraversano l’Italia». All’interno di questa raccolta, curata da Debora Pietrobono, che raccoglie otto testi teatrali tra quelli di maggior successo, è compreso anche un monologo di Alessandro Langiu, attore e scrittore tarantino sempre attento alle tematiche ambientali della città dei due mari, dal titolo Venticinquemila granelli di sabbia, spettacolo messo in scena anche lo scorso mese di ottobre al Teatro Piccolo Eliseo di Roma. «Attraverso questi otto testi, – si legge in quarta di copertina – spesso già premiati e riconosciuti come piccoli capolavori di scrittura, si delinea una panoramica che, tra differenze stilistiche e consonanze tematiche, in un passaggio continuo dalla lingua al dialetto, dà voce alla nostra società malata e crea una vicinanza con il lettore che, pagina dopo pagina, viene sempre più chiamato in causa».

L’opera di Langiu, ambientata in un fantomatico «quartiere Italia» che è, insieme, il rione Tamburi di Taranto ed una metafora di una Italia inquinata a morte, Venticinquemila granelli di sabbia, ha scritto Giuseppe Mazzarino, «porta in scena storie di vita quotidiana ai Tamburi, quartiere di edilizia popolare ‘incollato’ all’acciaieria più grande d’Europa. Panz, Nunzio e Mustazz sono tre ragazzi di 12 anni che crescono nelle ‘Palazzine’, una delle aree più degradate del rione già di per sé in degrado. In un piccolo mondo racchiuso tra mar piccolo e le ciminiere, i ragazzi giocano a pallone, rompono i citofoni, sfidano a calcio i visitatori del sabato pomeriggio. Immaginano che la fabbrica produca nuvole, e non acciaio. Vengono svegliati dal rumore degli aspirapolvere coi quali le madri cercano di ridurre la presenza di polveri rosse e nere che entrano nelle case. Il loro crescere, diventare grandi, corrisponde al lento svuotamento delle palazzine. Chi può va via, chi resta, purtroppo, si ammala. Nel 2001 l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato il rione Tamburi priorità mondiale per le neoplasie alle vie respiratorie. L’incidenza era due volte e mezzo superiore a quella nazionale. Oggi è divenuta quattro volte superiore. Ilva produce il 90% del totale della diossina industriale italiana. In base a ricerche dell’Arpa e dell’Asl, 1500 pecore sono state abbattute perché il loro latte conteneva diossina; ma di diossina c’erano tracce anche nel latte materno…». La curatrice Debora Pietrobono riferendosi al monologo di Langiu, nella sua introduzione sottolinea come «L’alternanza tra dialetto e italiano si rispecchia in un doppio movimento, in quel correre via da un cielo avvelenato per ritornare, sotto lo stesso cielo, alla propria porta riconosciuta tra mille».