“Le perfezioni provvisorie” di Gianrico Carofiglio
Dalla Rubrica LaPugliaCheScrive
Scritto da Redazione
- di Azzurra Scattarella -
Domenica 17 gennaio 2010 l’aria è frizzante e il sole stenta ad affacciarsi da un cielo carico di nubi e poco promettente. Una perfetta domenica invernale, diremmo. Eppure la città, nel suo centro commerciale che è via Sparano, freme. La libreria Laterza è aperta e intorno alle 11.30 diventa praticamente impossibile entrarvi: un nugolo di persone - insieme agli addetti ai lavori, giornalisti e fotografi - aspetta con ansia l’arrivo del suo paladino letterario, Gianrico Carofiglio. Il quale arriva, con cinque minuti di ritardo, accolto dal numeroso pubblico, alcuni ancora in fila ad acquistare il suo nuovo libro. Introdotto dalle parole di Alessandro Laterza, Carofiglio appare disteso e sorridente, da buon scrittore navigato, nella propria città. A parte le (scontate) lodi al nuovo, bellissimo libro, Laterza e Carofiglio scherzano dicendo che sveleranno l’identità del Guerrieri, il personaggio dei suoi libri. E poi Carofiglio rivela: «Guido Guerrieri è un personaggio inventato, frutto di esperienze vissute e non. Anche se molti avvocati baresi sono convinti che mi sia ispirato a loro per il personaggio!» provocando le risate generali. E poi, più introspettivo, aggiunge: «In realtà, per citare una frase famosa di Flaubert, l’avvocato Guerrieri sono io, ci sono parecchi aspetti in comune tra noi». Anch’egli ha lavorato nella giustizia, come pubblico ministero e sostituto procuratore, per poi approdare alla scrittura e alla politica. E dopo la breve presentazione, via con gli autografi, ai tantissimi fan arrivati. E poi tutti sul soppalco della Laterza, a consumare un aperitivo, a rilassarsi in questa inusuale allegra domenica libraria.
Le perfezioni provvisorie
Questa volta l’avvocato Guido Guerrieri, l’ormai celebre personaggio dei romanzi di Carofiglio, si trova ad affrontare un caso un po’ diverso dal solito. Perché di ‘caso’ si tratta, e non di un affare di giustizia, come la sua professione vorrebbe. Un suo collega gli propone di leggere il fascicolo di una ragazza scomparsa, per cercare appigli che permettano di evitarne l’archiviazione. E il Guerrieri, inizialmente reticente e insicuro, accetta, fosse anche solo per la compassione verso i genitori distrutti dalla scomparsa, prendendo a cuore il mistero, venendone finalmente a capo.
Un romanzo dall’equilibrio incerto, che riflette lo stato d’animo del protagonista, avvocato affermato, leggermente in crisi, alla ricerca di risposte ai perché della sua vita; si alternano pagine di ricordi del personaggio - su come ha iniziato la carriera, sulla sua gioventù, su una Bari passata - alle novità introdotte dall’autore per scardinarne la routine: il nuovo studio, nuovi personaggi secondari. A latere, le biciclettate notturne nella città metafisica, i dialoghi muti ma carichi di ironia con Mr. Sacco, l’interessante amicizia con una vecchia conoscenza - per i lettori - Nadia, la proprietaria del Chelsea Hotel, preludio di sicuri nuovi sviluppi.
La fluidità di alcuni passaggi è davvero piacevole e trasmette il senso di malinconia di una bellezza perduta, lasciando quel senso di “perfezione provvisoria” di cui il Guerrieri, come tutti, si nutre. La storia torbida sullo sfondo appare come la drammatica certezza di quella stessa provvisorietà, l’ingiusta e reale contropartita di un mondo ricco di ombre e di scuri, che rende ancora più allettante e ideale la ricerca di quella felicità.
Gianrico Carofiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio, Palermo 2010, pp. 354, euro 14.





















