“Sapore di pace” di Angelo Buonsante
Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione

Diamo, da oggi al prossimo mercoledì 27 gennaio, Giornata della Memoria della Shoah, spazio ad alcuni libri pubblicati in Puglia sulle tematiche della persecuzione degli ebrei nella seconda guerra mondiale. La casa editrice Progedit, ad esempio, informa della presenza nel suo catalogo di alcuni volumi legati a questi argomenti per approfondire i rapporti tra Shoah, antifascismo e Puglia. Tra questi ricordiamo Leggi razziali in Puglia, La Puglia dell’accoglienza. Profughi, rifugiati e rimpatriati nel Novecento, Benvenuto Max. Ebrei e antifascisti in Puglia. Ma la segnalazione odierna è dedicata principalmente al romanzo di Angelo Buonsante, pubblicato alcuni mesi fa, dal titolo Sapore di pace (pp. 120, euro 12). L’autore nasce a Conversano, in provincia di Bari, nel 1959. Comincia giovanissimo a frequentare gli ambienti culturali e cattolici della sua città e, durante gli anni del liceo, si dedica alle problematiche sociali come educatore nell’Azione Cattolica. Nel 1972, approda a Radionorba e, fino al 1979, è autore e conduttore di programmi radiofonici a sfondo culturale. Dopo la laurea in lingue straniere, e un’interessante esperienza come pubblicista, comincia a svolgere traduzioni per agenzie di servizi e importanti centri di traduzione. Il suo primo romanzo, pubblicato nel 2005, è intitolato False Chimere. Il romanzo di Buonsante verrà presentato il prossimo giovedì 28 gennaio a Casarano (LE) alle ore 10.30 presso l’Istituto Comprensivo Polo IV “M.L. Morgante” nell’ambito delle iniziative del Mese della Memoria organizzato dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia.
Come si legge nella prefazione di Michele Loconsole, il romanzo parla della «storia dell’amicizia tra due ragazzi, Nino e Giosuè – uno cristiano, l’altro ebreo – in un tempo, la seconda guerra mondiale, e in un luogo, la Puglia, che diventano universali. Nino, il protagonista, è un adolescente che ha vissuto sulla pelle le drammatiche trasformazioni che si accompagnarono alla affermazione, prima, e alla caduta, poi, del regime fascista, senza lasciarsi mai intimidire dalla violenza e dalla brutalità che colpì chi cercava di sottrarre al martirio uomini e donne, bambini e anziani di religione ebraica. Nonostante l’odio insanabile, che perseguitò le famiglie ebree, e la guerra, che dilaniò le relazioni tra chi, a un tratto, si trovò a essere additato come “il diverso”, Nino e Giosuè riuscirono a tenere saldo il loro legame. Nino racconta gli anni intensi del secondo conflitto mondiale, come in un diario, in prima persona. Il suo passare da spensierato adolescente, che vive con la sua famiglia il tranquillo alternarsi delle domeniche con gli amici e gli impegni scolastici, a unico uomo di casa. La guerra priva Nino del padre, del fratello maggiore, del primo amore, della fiducia in un futuro da ricostruire con coraggio, affrontando le paure del presente con la forza della fratellanza e della solidarietà».





















