“Gocce”: acqua, etica e ironia

Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione

- di Giovanni Turi -

Gocce (Lupo Editore, pp. 159, euro 13) è una silloge di racconti, scritta da Giovanni Fares e Alessandro Comandini, dalla grande varietà di temi e personaggi; filo conduttore la curiosità di scoprire e comprendere le proprietà dell’acqua, ma anche un irriverente impegno etico…

Così, ad esempio, Gaia (il terzo dei dieci racconti) include una dissertazione sulla capacità dell’acqua di fungere da solvente e ha per protagonisti due “innocui” terroristi: vogliono ricondurre l’attenzione dell’opinione pubblica sul sangue quotidianamente versato nei campi di battaglia, consapevoli che “anche l’orrore più grande svanisce presto dalla memoria collettiva, fagocitato dalla glassa di notizie non-notizie”.

La bottiglia usa come pretesto i passaggi di stato dell’acqua per spiegare il legame tra padri e figli: “un uomo trova il coraggio di diventare padre non alla nascita del figlio, ma quando quell’uomo traccia il perimetro delle proprie responsabilità”.

Campione per sempre è un’ironica denuncia del doping, anche se qui si tratta dello zucchero, che interagisce con l’anidride carbonica disciolta nelle bevande; siamo, infatti, al Campionato Mondiale di Rutto!

Un inno alla vita è quello di Bolle, in cui le sfere di sapone divengono metafora dell’equilibrio tra sogno e ragione, su cui poggia ogni esistenza; mentre l’amore è il vero soggetto di Balaton, un lago dal fondale ghiacciato. Dominano i toni drammatici nella Dieta, dove viene descritta l’importanza dell’acqua per l’organismo umano e si mette in guardia sulla facilità con cui si può compromettere la propria salute.

Da sottolineare, infine, come (a dispetto della grafica) destinatari dell’opera siano i giovani e gli adulti, piuttosto che i bambini…