“Il giorno di Carbina” di Italo Interesse
Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione

Si è aggiudicato il primo premio nella sezione Libro edito dell’ultima edizione del Premio Letterario “Martucci - Città di Valenzano”, in provincia di Bari, il nuovo libro del giornalista e scrittore Italo Interesse dal titolo Il giorno di Carbina. Storia epica in versi (pubblicato in proprio - «L’espressione (L’Otto Coricato) è posta in copertina a scopo di buon augurio» - se ne possono trovare copie in alcune librerie delle province di Bari e Brindisi). L’autore alterna l’attività di giornalista (si occupa di cultura, spettacolo e costume sul «Quotidiano di Bari») a quella di scrittore. In quest’ultima veste ha esordito nel 1979 con Storie di R. ed altre (Edizioni Interventi Culturali). Domenico una storia (Levante 1992) gli ha fruttato il Premio Speciale della Giuria del Concorso di letteratura e poesia ‘Città di Toritto’. Un suo racconto, Mercoledì libero, si è aggiudicato il Premio di poesia e narrativa ‘Bici ti dico’ edizione 1998. Nel 1999 ha dato alle stampe Le tempeste di Serranova (Calypso). A maggio 2001 col racconto L’otto coricato si è classificato primo al Premio di poesia e narrativa ‘Le spighe’. La beffa dei falò (Calypso, 2003) e A Limni gli aquiloni (Calypso, 2005) sono le più recenti pubblicazioni. Quest’anno col racconto Lo scemo e il sogno si è classificato primo al Concorso Letterario ‘Un sogno fra le mani’.
Il poemetto in versi di argomento storico di Italo Interesse è ambientato a Carbina, l’odierna Carovigno, intorno al 473 avanti Cristo quando nel corso delle guerre messapo-tarantine la cittadina venne saccheggiata. Durante l’eccidio le forze di Taras si macchiarono di sacrilegio. Fin qui la Storia. La leggenda vuole che al sacrilegio facesse seguito la vendetta di Zeus. Su questa esile traccia l’autore costruisce una storia epica che, narrata in prima persona dal protagonista, in venticinque canti con un prologo e un epilogo, parte da Taranto, si sviluppa fra Brindisi, Oria e Carovigno e si chiude ancora nella città dei due mari. Una storia dove la ferocia della guerra viene stemperata da una fede irresistibile nei valori dell’amore e della fraternità. Narrata in versi liberi, questa ‘storia epica’ viene presentata, secondo un canonico espediente letterario, come la traduzione di un testo di ispirazione omerica, espresso in un lontano idioma tarantino venato di greco, rinvenuto in una tomba di età precristiana.

















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