“La Vidua Vidue” di Alfredo Giovine

Da qualche settimana è nelle librerie La Vidua Vidue (pp. 96, euro 8), il secondo volume della Biblioteca dell’archivio delle tradizioni popolari baresi. La Stilo Editrice di Bari ha dato il via, nel dicembre 2008, alla ripubblicazione dei testi di questa prestigiosa istituzione, fondata nel 1960 da Alfredo Giovine (1907-1995), demologo e storico barese che scrisse numerosi volumi sulla storia della nostra città. L’edizione è a cura del figlio dello studioso, Felice Giovine.

Giusto due parole sul breve ma denso testo pubblicato per la prima volta nel 1965. Esso ricostruisce la storia di una festa popolare barese, la Vidua Vidue appunto, celebrata fino alla Seconda Guerra Mondiale, che si svolgeva il giorno dell’Ascensione (40 giorni dopo Pasqua) e che fondeva il carattere cristiano con quello laico. Si ricordava l’assedio di Bari da parte dei Saraceni e il conseguente intervento dei Veneziani in difesa della città.

Giovine ricostruisce, con ampio e critico uso delle fonti, la storia di questa festa e il legame dei Veneziani con i Baresi, giungendo a conclusioni non così attese. L’attualità che riveste il testo è proprio la riscoperta di una tradizione molto sentita e la rivalutazione del rapporto dei Baresi con i Saraceni, che mi sembra un grande messaggio di tolleranza in un periodo in cui qualche ignorante non trova di meglio da fare che celebrare la battaglia di Lepanto come vittoria del Cristianesimo sull’Islam.

Il testo è arricchito da una prefazione del prof. Pasquale Corsi e da tre appendici. Interessante soprattutto la prima che parla del commercio di sacre reliquie da parte dei Veneziani che entra in contrasto con la famosa traslazione delle ossa di San Nicola da parte dei Baresi.

Il lettore appassionato di storia locale e anche il semplice curioso troveranno all’interno del testo varie curiosità e anche vari nomi di personaggi oggi noti solamente per le strade ad essi dedicate (Giulio Petroni, Beatillo etc.) e anche l’origine della Colonna Infame situata in Piazza Mercantile e oggi comodo sedile per degustatori di gelato.

In chiusura mi sembra giusto ricordare il primo volume della Biblioteca, pubblicato nel dicembre 2008. Canti popolari dei bambini e dei ragazzi baresi (Stilo Editrice, pp. 144, euro 10) è una raccolta, sempre a cura di Alfredo Giovine, delle filastrocche e delle conte che i bambini baresi usavano in passato quando il gioco per strada era molto più diffuso. Questo è un libro che il sottoscritto benedice particolarmente visto che lo scorso anno scolastico mi è stato più volte d’aiuto durante alcune supplenze. I ragazzi restavano incantati dalle vecchie filastrocche e ascoltavano volentieri l’etimologia di alcuni termini baresi, dimenticando per quell’ora la voglia di farla pagare a quello straniero penetrato inopinatamente nel loro territorio.

Fabio Mele