“Mia Martini. L’ultima occasione per vivere” a cura di M. Caroli e G. Harari

Dalla Rubrica LaPugliaCheScrive
Scritto da Redazione

L’ultima occasione per vivere (pp. 288, euro 49, ill.) è il grido di vita di Mia Martini, unica, indimenticata «Lady Soul» della musica italiana, per gli amici e i fan più semplicemente Mimì. Alla vigilia del quindicesimo anniversario della scomparsa, questo libro compone per la prima volta il ritratto di una personalità appassionata e controversa, di un’artista ingiustamente bollata come «ingovernabile», tra solitudini feroci e trionfi mozzafiato, esilî metafisici e ancora nuove e più ardite risalite, fino al silenzio dell’anima.

Il pugliese Menico Caroli, artefice di una fortunata serie di CD e DVD su Mimì ricchi di inediti, e il fotografo Guido Harari, che di lei fu amico e collaboratore, nonché autore di alcune fra le sue copertine più fortunate, hanno costruito un avvincente racconto per parole e immagini, arricchito dalla viva voce di Mimì e da testimonianze di amici, musicisti e familiari, in nome di un lavoro di «archeologia del rispetto» che trasporta, come mai prima d’ora, nel cuore della storia più vera di Mia Martini.

Un turbinio irripetibile che prende le mosse dagli inizi difficili nei primi anni Sessanta dello yé-yé col nome di Mimì Berté, segnati dal complesso rapporto con il padre Giuseppe, fino all’esperienza traumatica della droga e del carcere, alla riscoperta di Dio, ai primi trionfi discografici, alla competizione con la sorella Loredana, alla stupida superstizione che ne segna la vita e il destino, fino all’ascesa come diva e icona della canzone italiana. Poi l’ansia bruciante di voltare le spalle a un mondo fatuo e inconsistente al quale, a soli vent’anni, sente già di non appartenere, e al successo, quello vero, trovato proprio quando lei non lo cerca più, che la catapulta dall’underground romano ai palcoscenici di mezzo mondo. Sono i «diamanti e stelle» ai quali lei stessa dà un calcio, tutt’altro che simbolico, nell’immagine di una delle sue copertine più rappresentative, quella del disco Danza. Poi il buio, la rinascita e ancora buio, più fitto, finale.

Il tutto è reso unico e prezioso da un monumentale apparato iconografico che presenta per la prima volta oltre cinquecento illustrazioni, in gran parte inedite, tra appunti personali, lettere, manoscritti di canzoni, partiture, fotografie e i provini delle photo session più famose, ritagli di giornale, rare copertine di dischi e memorabilia e, in più, l’ultima intervista a Mimì, rimasta inedita fino ad oggi, realizzata da Maurizio Gregorini nell’aprile 1995. Anch’essa fortissimo grido di vita scagliato contro il cielo. L’ultima occasione per vivere.

Ricordano Mimì in questo libro, tra gli altri, il padre Giuseppe, le sorelle Loredana e Olivia, Biagio Antonacci, Giorgio Armani, Charles Aznavour, Claudio Baglioni, Pippo Baudo, Caterina Caselli, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Maurizio Fabrizio, Ivano Fossati, Roberto Galanti, Dori Ghezzi, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Domenico Modugno, Roberto Murolo, Maurizio Piccoli, Carlo Alberto Rossi, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Shel Shapiro, Silvia Tortora e Ornella Vanoni.

Menico Caroli (Fasano, 1972) è ricercatore alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Foggia. Esperto in storia della canzone d’autore, collabora con riviste e siti internet specializzati. Per Garzanti ha pubblicato, nel 2003, Proibitissimo! Censori e censurati della radiotelevisione italiana. Per Mia Martini ha curato, fra l’altro, le raccolte di inediti Canzoni segrete (BMG-Ricordi, 2003, con Maria Brindisi), E parlo ancora di te (Warner Music, 2004), La neve, il cielo, l’immenso (Sony-BMG, 2005), la riedizione di Mia Martini in concerto. Da un’idea di Maurizio Giammarco (RAI Trade, 2005), I colori del mio universo (Sony-BMG, 2006) e i dvd E ancora canto (BMG-Ricordi-RAI Trade, 2005) e Liberamente Mia (Sony-BMG-RAI Trade, 2007).

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