“Quale laicità nella scuola pubblica italiana?” a cura di Leonardo Palmisano

Dell’attività di ricerca di Leonardo Palmisano ci eravamo già occupati lo scorso 29 maggio per la segnalazione del volume Lavoratori e mondi del lavoro in Puglia, in cui il sociologo e scrittore pugliese aveva studiato le condizioni e le attività lavorative dei migranti in Puglia. Da pochi mesi Palmisano ha curato, insieme al Gruppo Scuola e Laicità, una nuova ricerca su un tema altrettanto interessante e di attualità, dal titolo Quale laicità nella scuola pubblica italiana? (pp. 176, euro 15). Il volume, pubblicato dalla Claudiana Editrice di Torino, è arricchito da un saggio del giurista Gustavo Zagrebelsky. Gli altri contributi della ricerca, che verte in particolare sui temi dell’orientamento di genitori non cattolici dinanzi all’insegnamento della religione cattolica, e della laicità come principio fondamentale della convivenza civile e dell’ordine giuridico, sono a cura di Franco Becchino, Claudia Lichene, Francesca Marzadori, Leonardo Palmisano, Nicola Pantaleo, Silvana Ronco, Carla Zanasi, Giovanna Zunino.

«Il libro racconta e riflette intorno a un’indagine qualitativa sugli atteggiamenti e i comportamenti di genitori non cattolici in relazione alla possibilità di scegliere, per i loro figli, di avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola dell’infanzia e dell’obbligo. In un contesto in cui, ad atei, gnostici, laici e minoranze religiose, si aggiungono, in numero crescente, i seguaci delle religioni legate all’immigrazione, le contraddizioni dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica in rapporto alla laicità sancita dalla Costituzione si fanno sempre più evidenti. A partire da una ricerca sui comportamenti di genitori non cattolici di fronte alla possibilità di scegliere tale insegnamento per i loro figli, questo volume riflette quindi in merito al rispetto della laicità all’interno, e fuori, della scuola nell’intento di favorire una sensibilità nuova riguardo a pluralismo religioso e libertà di coscienza. Una società pluralista e inclusiva si arricchisce infatti del contributo di tutti, garantendo lo scambio e il rispetto reciproco, senza l’imposizione di una data visione del mondo».