“Primo olocausto” di Giovanni Narracci

Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione

olocausto2Sempre più spesso la letteratura diventa sinonimo di svago, disimpegno, o puro divertissement; trionfano così i “romanzi dell’altrove”, fantastico, geografico o storico che sia. Come già sottolineato da Raffaele Nigro nella prefazione alle Termopili (Stilo Editrice) di Giovanni Narracci, ben diverso è invece l’intento con cui quest’autore volge lo sguardo al passato: la storia tramanda anche modelli di eroismo e di abnegazione ai propri ideali che si vogliono additare come fulgidi esempi a cui avvinghiarsi nella deriva del presente.

È stato dato di recente alle stampe Primo olocausto (Stilo editrice), in cui Narracci riesce a coniugare, meglio che in altre sue opere, l’indagine storiografica con gli equilibri narrativi, ad avvincere il lettore oltre che a renderlo edotto. È la storia della sfida della piccola Terra di Canaan al colossale Impero Romano: la ribellione esplose in risposta alla politica repressiva di Erode, governatore della Giudea nominato dall’eclettico Nerone, e si protrasse dal 66 al 73 d.C., richiedendo l’intervento del generale Vespasiano e del figlio Tito.

Narracci ci conduce nei palazzi del potere imperiale, ammorbati dalla corruzione; nei cortili delle sinagoghe, dove si trama la rivolta; nei campi di addestramento, in cui si allestisce un esercito clandestino e si pianificano le strategie di guerriglia; sui campi di battaglia e nelle fortezze assediate… Ogni volta viene adottato un diverso punto di vista, ma non si tratta di un romanzo corale, poiché su tutte domina la voce di Giuseppe di Mattia, che diviene uno dei capi dei ribelli suo malgrado: è convinto che l’Impero Romano non possa essere sconfitto e che si debba perciò trovare un compromesso, ma l’intransigenza dei suoi compatrioti li renderà sordi alle sue esortazioni.

Giovanni Turi

http://www.wikio.it

Comments are closed.