Comunicati AIE e Losappio sui tagli all’editoria

«Siamo profondamente indignati per un provvedimento improvviso, non annunciato e che per la sua applicazione immediata sconvolge tutte le pianificazioni commerciali del mondo dell’editoria libraria’. È dura la reazione del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo dopo la lettura in Gazzetta Ufficiale del decreto, pubblicato ieri sera, che abolisce da un giorno all’altro le tariffe agevolate postali per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica. ‘Al di la’ del merito e delle ragioni dell’iniziativa – ha proseguito Polillo – siamo allibiti del fatto che in nessuna occasione ne’ Poste, ne’ gli organi istituzionali competenti ci abbiano dato la minima indicazione di una decisione imminente e sconvolgente per il nostro settore. Le ricadute saranno pesanti non solo in termini economici per la vita delle case editrici, ma anche per la cultura e l’informazione del paese: il canale postale e’ infatti uno strumento fondamentale di diffusione dei libri, soprattutto in quelle zone d’Italia non servite da librerie’. ‘Risulta quindi indispensabile – ha concluso Polillo – un ripristino immediato delle tariffe agevolate e un’apertura del dialogo per l’individuazione di soluzioni sostenibili per tutti i settori interessati’».

«Per le sue politiche di “tagli” e di presunto “risparmio” il Governo Nazionale ha pensato bene di prendersela con le piccole case editrici individuate, evidentemente, come la centrale degli “sprechi”.
Con il decreto interministeriale del 30 marzo 2010 è stata sospesa l’applicazione delle tariffe agevolate relative ai pacchi postali per l’editoria.
Da ieri, dunque, viene applicata la tariffa piena ai pacchi editoriali eliminando le agevolazioni per l’editoria.
Per il governo, dunque, se si spediscono colombe pasquali o libri non c’è differenza.
La differenza purtroppo la conoscono bene le tante piccole case editrici che sono il vanto dell’Italia e della nostra Regione e che ora rischiano il soffocamento anche per queste scelte governative così insensate e penalizzanti» (Michele Losappio, assessore al Lavoro della Regione Puglia).