La “letteratura liquida” domani a Building Apulia

Ci saranno tre libri di “letteratura liquida” al centro dell’incontro-presentazione che si terrà domani, venerdì 16 aprile, alle ore 11 presso la Teca del Mediterraneo in via Giulio Petroni a Bari all’interno della rassegna Building Apulia. Per letteratura liquida si intende, nel caso specifico, quella di tre libri nati un po’ per caso, da autori non particolarmente pratichi con il mondo dell’editoria, e forse proprio per questo, in due casi su tre, pubblicati in proprio, quindi senza casa editrice. Si tratta quindi di testi molto diversi tra loro per origine, contenuto, veste grafica, ma anche per le modalità di distribuzione: infatti mentre l’unico dei tre volumi pubblicato per una casa editrice è già arrivato alla settima edizione in pochi mesi, diventando quasi un best seller nella città di Bari, gli altri due pagano la loro assenza forzata dagli scaffali delle librerie supplendovi tuttavia tramite la distribuzione sui portali internet.

Il primo volume è quello di Maurizio Saccente, un 45enne cameraman freelance barese, che spinto dal suo gruppo creato su Facebook ha dato alle stampe Moo… c’sì zamp! (Mario Adda Editore), un corposo elenco di aneddoti, storie e descrizioni dei comportamenti dei più “grezzi” o “cafoni” o più semplicemente “zampi” tra i baresi. Dalle domeniche allo stadio alla guida di auto, moto e scooter, fino agli abbordaggi in discoteca, Saccente racconta con ironia alcuni pittoreschi atteggiamenti dei baresi. «Lo zampo – si legge dalla prefazione al libro di Alfonso Palieri – o meglio, “il zampo”, rappresenta, in maniera primitiva ed immediata, la libertà. Liberi di essere, e non sentirsi, diversi nei gusti, nel quotidiano, ed in ogni atteggiamento che possa sottolineare la propria identità. Lo zampo è semplice, ma autentico. Vive insieme agli altri, si preoccupa degli altri: in una parola è da preferire a quanti, soli ed afflitti, meditano e praticano la cattiveria verso gli altri per tentare di compensare la propria insoddisfazione. Lunga vita agli “zampi”: alle loro auto e motorette, ai loro occhialoni da 24 pollici, ed ai tagli di capelli svasati, alle loro scarpe in pura plastica, ai loro sorrisi da bimbi».

Secondo volume oggetto della presentazione sarà Osservare la natura attraverso il birdwatching, di Saverio Cianciotta. Pubblicato in proprio, il volumetto raccoglie alcune fotografie scattate da Cianciotta a volatili in particolare nelle località di Margherita di Savoia e presso Lama Balice, a Bari. Le fotografie sono corredate da brevi testi sulle caratteristiche degli uccelli riprodotti, in particolare aironi, fenicotteri, gabbiani, falchi, aquile e altri volatili caratteristici.

Tuttavia il più interessante tra i tre libri di scena domani ci è sembrato quello dato alle stampe da Grazia Maurici, La memoria ritrovata. Diari di un padre (pp. 236, acquistabile su lulu.com), che si colloca nel genere, tutt’altro che infruttuoso, delle biografie e delle autobiografie di chi oggi ha superato la soglia dei 70 anni e ripercorre la sua giovinezza spesso funestata dall’esperienza della guerra. Leggermente diverso è il caso in questione, in quanto l’autrice propone i diari che suo padre Antonio le ha lasciato, integrandoli tuttavia con propri incisi, dando vita a un vero e proprio dialogo tra un padre, nel frattempo venuto a mancare, e sua figlia alle prese con le difficoltà della vita quotidiana. Ed è proprio tramite il racconto della vita di suo padre, quasi interamente dedicato alla prigionia nei campi di concentramento nazisti in Polonia tra il 1943 e il 1945, in seguito alla cattura avvenuta in Grecia pochi giorni dopo la firma dell’armistizio, che sua figlia trova gli insegnamenti giusti per superare le difficoltà e recuperando, pur con ritardo, un rapporto affettivo con il padre. Antonio Maurici nacque a Sommatino, in provincia di Caltanissetta, nel 1922, ma sua figlia Grazia è da sempre vissuta a Bari, dove la sua famiglia si trasferì dopo che suo padre, terminata la guerra, entrò a lavorare per le Ferrovie dello Stato.

Stefano Savella