“Smetto domani” di Erba e Sara

Erba e Sara sono gli pseudonimi di due giovani scrittrici pugliesi che gestiscono un noto blog (http://blog.libero.it/scarogne). Nel 2008 hanno vinto il Premio Letterario Nazionale Città di Forlì con questo loro primo romanzo che così è stato pubblicato dalla casa editrice forlivese Foschi Editore con il titolo Smetto domani (pagg. 240, € 14,00).

Trascriviamo la motivazione del premio, che si può trovare nella quarta di copertina, perché ci aiuta a definire il tipo di libro di cui parliamo: E-mail, messaggi, SMS creano un mondo virtuale in cui si intrecciano, in modo accurato, la psicologia dei personaggi e la loro emotività.

Dovendo situare questo testo in un genere specifico, potremmo definirlo un romanzo epistolare degli anni 2000. La trama del romanzo si snoda molto semplicemente: Arianna e Norma sono due trentenni, amiche dai tempi di scuola e vivono a Bari, ma i punti di vicinanza finiscono qui. Quanto la prima è cattolica, sposata felicemente, realizzata nel lavoro, tanto la seconda è anarchica, vedova e precaria. Arianna intrattiene una relazione (solo platonica?) con un collega, basata soprattutto su e-mail e chat, mentre Norma, che intrattiene una univoca (ovviamente) relazione via e-mail con il suo defunto compagno Babe e si ritrova a convivere con due suoi (di Babe) amici: Jay, un tossico e Geghe, un clochard con problemi psichici.

Le trascrizioni di chat, SMS ed e-mail, intervallate dai racconti in prima persona delle due protagoniste, narrano della storia di Arianna con il collega e della sua ordinata e parallela vita familiare e lavorativa e delle disavventure di Norma, che condivide un appartamento con due compagni molto difficili, precaria nel lavoro universitario e spinta dall’amica ad uscire con uomini improbabili per dimenticare il compagno. Il finale però riserva delle sorprese.

La succitata motivazione del premio ci trova d’accordo sia per quanto riguarda la forma (e questo non è difficile, basta leggere il libro per accorgersene) sia per quanto riguarda il giudizio sull’approfondimento psicologico dei personaggi. Il testo, infatti, più che sugli avvenimenti, si sofferma sui pensieri e le emozioni di Norma e Arianna, tratteggiando un quadro onesto e profondo di due tipologie di caratteri che diventano esemplificativi di una società che sembra scavare un solco sempre più profondo tra chi ha (lavoro, famiglia, casa) e chi non ha. Il finale sembra riavvicinare questi due mondi ma di sicuro non consola.

Consigliamo questo libro perché formalmente cerca di usare i nuovi mezzi di scrittura senza scadere nella banalità e perché nella sostanza rappresenta un quadro del nostro paese in cui il futuro sembra sempre più lontano, nonostante da più parti cerchino di farci credere che sia già arrivato.

Fabio Mele