“Mi son visto di spalle che partivo” di F.P. Oreste

Francesco Paolo Oreste, sottufficiale della Polizia di Stato, ma anche impegnato nella tutela dell’ambiente e in particolare del Parco del Vesuvio, ha pubblicato da poche settimane il suo libro d’esordio dal deandreiano titolo “…mi son visto di spalle che partivo…”. Tra scegliere e restare ho preferito il mare (pp. 102, euro 10). Il libro, pubblicato dalla casa editrice salentina Pensa Multimedia, è una narrazione d’impronta autobiografia, ambientata in Campania, nella quale fanno capolino personaggi siginificativi che rappresentano vizi e virtù del popolo campano, con un’attenzione particolare rivolta a coloro che scelgono di reagire e «da che parte stare, anche se questo costa sacrifici e fa male».

Come ha scritto Maria Rosaria Esposito, «Il libro è un viaggio, nel reale, nel quotidiano, un viaggio che percorriamo insieme con l’autore e con la sua brama di “scrivere, scrivere”… ed allora intinge la penna in un caffé, e scrive, scrive sui sottobicchieri nei pub, sui biglietti del treno, su mezzi foglietti, su vecchi quaderni, su vecchi pensieri….
A volte le parole colpiscono come un nervo scoperto, feriscono come una lama: il protagonista è la realtà, quella interiore, e il confine tra letteratura e vita vissuta sfuma, fino a diventare irrintracciabile.
I personaggi del libro spesso sono inanimati, inusuali, scomodi e questo spinge il lettore alla rilettura di ciascun racconto, per cercare dettagli, sfumature, ritmi che, a una prima lettura, apparivano non visibili.
Tante possono essere le sensazioni che si provano nello scorrere le parole del libro: la suggestione di sentire ciò che sente l’autore nello stesso identico modo in cui lo descrive, la voglia di fuggire, di scappare da un territorio martoriato forte quanto la speranza, che raccoglie luce e sogni».