“Pandemonio blues” di Toni Maraini

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Antonella Maraini condivide da tempo il progetto di integrazione interculturale (con particolare attenzione al bacino mediterraneo) del Laboratorio Poiesis ed è proprio questo l’humus da cui trae ispirazione Pandemonio Blues (Poiesis Editrice, pp. 144, euro 14). «Questo presente ha bisogno di noi, si disse Agata. E quel ‘noi’ era vasto e generoso quanto bastava per includere scrittori e uccelli, giovani e vecchi, orientali e occidentali»: Agata altri non è che l’alter ego della scrittrice, in arte Toni Maraini, ed è la voce narrante di quest’opera, che non potremmo definire né un saggio, né un romanzo; si tratta infatti di una lunga riflessione sulla contemporaneità, attraversata da nuove inquietudini e da vistosi paradossi, e in cui “drammatiche preoccupazioni reali” vengono mescolate, e dunque celate, con “paure irrazionali”.

Il pretesto metanarrativo, ossia il desiderio della protagonista di scrivere un testo di denuncia dei mali odierni, viene surclassato proprio dalla necessità di soffermarsi a riconsiderare le distorsioni cagionate dalle nuove frontiere tecnologiche; oppure il perpetrarsi dello sfruttamento del mondo cosiddetto occidentalizzato ai danni degli altri Paesi; o ancora la mercificazione delle arti, costrette a rispondere ai dettami del marketing piuttosto che a canoni estetici…

La Maraini si dimostra in Pandemonio Blues intellettuale acuta, ironica e di grande spessore etico: non solo disserta con lucidità degli aspetti tragicomici del catastrofismo (citando studi, articoli e ricerche), ma soprattutto sprona alla cittadinanza attiva, alla consapevolezza della deriva culturale e ambientale in atto, affinché ciascuno contribuisca a porre un argine, del resto «la posta in gioco è grande quanto i sogni da far avanzare e le insidie da scongiurare». Se, infatti, permane un anelito di speranza, è riposto in quanti hanno compreso l’urgenza di pensare “gli uni con gli altri, gli uni per gli altri”.

Giovanni Turi