“Un asino in mezzo ai suoni” di Wajdi al-Ahdal
Dalla Rubrica LaPugliaChePubblica
Scritto da Redazione
Un asino in mezzo ai suoni (Poiesis Editrice, pp. 208, euro 18) è il primo romanzo di Wajdi al-Ahdal tradotto in una lingua europea e uno dei rari testi della letteratura yemenita disponibili in una lingua occidentale; eppure tra gli estimatori di al-Ahdal ci sono scrittori del calibro di Günter Grass, a cui quest’opera è dedicata: “grazie per avermi salvato dalle sofferenze dell’esilio e per avermi fatto ritornare nel mio paese, completamente libero”. Wajdi al-Ahdal, infatti, dopo la pubblicazione di Navi di montagna, era stato condannato alla reclusione per blasfemia e minacciato di morte dagli estremisti islamici: la sua è una penna caustica, che denuncia con coraggio l’ipocrisia della società araba.
«Tra sé e sé osservò che viveva in un paese in cui tutto veniva celato agli occhi, in una società che aveva paura di se stessa in modo parossistico. Le abitazioni si erano trasformate in celle, le finestre avevano perso la loro funzione originale, erano diventate passive come le qamariyya, che servono solo a far passare la luce nelle stanze». La sottomissione delle donne, che rivendicano la propria autonomia; la repressione sessuale, che scatena istinti ferini; l’inadeguatezza dei rappresentanti politici e religiosi, che continuano a godere del massimo rispetto: sono questi i cardini della pungente satira dello scrittore yemenita, anche in Un asino in mezzo ai suoni, che è dunque ben più di un thriller con risvolti paranormali. Tre donne sognano il proprio assassinio in maniera ricorrente, finché l’incubo non si tramuta in realtà; sullo sfondo il conflitto fratricida tra Yemen del Sud e del Nord alla metà degli anni ‘90.
Come rileva nella Postfazione Francesco De Angelis, traduttore e curatore del volume, Wajdi al-Ahdal sorprende il lettore non solo per la lucidità del suo pensiero, ma anche per l’abilità con cui struttura l’intreccio, alternando le voci narranti e i piani narrativi, tra sogno e realtà, poesia e squallore. Infine una curiosità sul titolo: una delle protagoniste intercetta su un canale satellitare un’intervista di Alberto Moravia a Sofia Loren e “un asino in mezzo ai suoni” è il detto napoletano di cui si serve l’attrice per definire il ruolo del padre nella sua famiglia.
Giovanni Turi






















luglio 16th, 2010 at 00:48
Questi sono non miei sorprendenti più, ma ringraziamenti.