“L’eroe dei due mari” di Giuliano Pavone

Sulla trama e sulle curiose vicissitudini che hanno portato alla pubblicazione dell’Eroe dei due mari (Marsilio, pp. 304, euro 17), la redazione di PugliaLibre si è già soffermata nell’articolo dello scorso 21 settembre; accostiamoci subito, allora, alle parole del giornalista e scrittore Giuliano Pavone, o meglio ai pensieri del sindaco tarantino, uno dei tanti personaggi del romanzo: «gli tornò in mente l’anonimo viso nella folla, e quella domanda così tarantina, e così indolente da non avere neanche un’intonazione interrogativa. Ci te l’ha fatt’ fa’. L’uomo disincantato non pretendeva una risposta, e in effetti Panìco non gliel’aveva saputa dare. Ma ora quel tizio era lontano e Taranto, vista attraverso un vetro, sembrava una cartolina. “Ecco chi me la fa fare” rispose Panìco a mezza voce nella stanza vuota».

L’immaginaria vicenda calcistica da cui tutto prende l’abbrivio, non è che il pretesto, infatti, per raccontare attraverso una narrazione corale le tante anime della cittadina ionica che (sebbene afflitta da problematiche sociali, ambientali ed economiche) non sa smettere di sognare, inconsapevole della sua reale bellezza e delle sue concrete potenzialità. «Taranto ha bisogno prima di tutto di speranza» e, dal momento che la politica e le forze imprenditoriali sono ripiegate su loro stesse, solo lo sport può accomunare la gente e accendere gli entusiasmi. Come Cosimo Argentina in Cuore di cuoio, Pavone culla il miraggio dei rossoblu di conquistare la serie A, pur sapendo che «in fondo Taranto non era fatta per i lustrini e per i riflettori del grande calcio. […] A Taranto il calcio era quello di provincia: Borghetti e bestemmie, gomiti alti e palla in tribuna».

Luís Cristaldi, il bomber brasiliano, l’eroe dei due mari, rimarrà una meteora nelle tante esistenze che – dopo un iniziale spaesamento del lettore – abilmente si intrecciano in quest’opera: dal disoccupato indolente (Armando) che si innamora dell’ultrà (Carla) promessa sposa a un avvocato, al sindaco (già menzionato) che troverà nell’usciere comunale (Santino) un impeccabile mentore di faccende calcistiche; dal goffo giornalista sportivo locale (Pierangelo) al seducente collega della stampa nazionale (Salvatore), accomunati oltre che dal mestiere dall’attrazione per la prorompente inviata romana (Gaia); e ancora l’attivista sociale (Ester), il manager senza scrupoli (Jonathan), l’imbonitore (Egidio), il presidente della Taranto Sport… tutti a rappresentare uno spicchio d’Italia, con i suoi pregi e gli insanabili difetti.

Giovanni Turi