“Una valigia tutta sbagliata” di Matteo Grimaldi

«Puoi fuggire da una città, puoi non volere più un amore, puoi rincorrere un pezzo di te pure oltre la morte, ma non puoi scappare dalla tua disperazione»: con queste parole si presenta il libro di racconti di Matteo Grimaldi dal titolo Una valigia tutta sbagliata e pubblicato di recente dalla casa editrice andriese et/et (euro 10). Sono racconti «che narrano di partenze, di fughe, di tentativi talvolta disperati, di lasciarsi alle spalle il mondo e le proprie delusioni. Ma per quanto si vada lontani la valigia è sempre sbagliata perchè non si arriva mai abbastanza lontani da sé». L’autore è nato nel 1981 e vive a L’Aquila. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo libro, la raccolta di racconti dal titolo Non farmi male pubblicata da Kimerik e giunta alla sua terza edizione. Nel gennaio 2010 è stato pubblicato il romanzo Supermarket24, il suo secondo libro, per l’editrice Camelopardus.

Matteo Grimaldi parla anche della sua città, L’Aquila, e della tragedia del 6 aprile 2009. Nel racconto Mai abbastanza lontano da me, si legge in una recensione, «a parlare uno dei sopravvissuti del terremoto che, dopo aver passato due giorni in macchina con la sua famiglia, decide di abbandonare L’Aquila e rifugiarsi nella lontana Firenze. È arrabbiato, solo, ha perso tutto quello che ha a che fare col passato costruito in una vita».E dell’Aquila parla lo stesso autore in un’intervista rilasciata al sito web www.sololibri.net: «Ho viaggiato né più né meno di un cittadino medio. Viaggi voluti, attesi, improvvisi, scongiurati, sofferti, viaggi programmati e last minute. Ce n’è uno che mi ha sorpreso nel corso della notte, terrorizzato, afferrato e portato via cambiandomi il cuore e la vita, ed è l’unico del quale, col senno di poi, non sceglierei di parlare: il 6 aprile 2009, partenza da L’Aquila destinazione non so. Si è trattato di una fuga mascherata dalla convinzione di lasciare la mia disperazione a L’Aquila e non vederla più assieme a tutte le facce che abbandonavo nel loro momento di massima sofferenza. Non ho scritto una sola parola per mesi, dopo il terremoto. A un certo punto ho pure creduto che mai più avrei sentito il bisogno di farlo. C’erano troppe cose da sistemare per pensare a scrivere. In silenzio subivo l’attacco di tutti quei perché?, di tutti quei e adesso? Ogni parola restava bloccata, pesante come un macigno che crollava fino in fondo alla mia anima e toglieva un altro po’ di spazio al respiro e al pensiero».

La prefazione alla raccolta di racconti di Grimaldi è di Mauro Marcialis, autore di romanzi pubblicati per Mondadori e Piemme, che scrive: «Un solo consiglio per il viaggio: tra le rovine, e negli oscuri anfratti di luoghi inquieti e stati d’animo deliranti, cercate l’amore a “gocce di cristallo”… perché questa raccolta ne è colma».