“Ricorda cosa ti ha fatto Amalek” di Grazia Tiritiello

Quale legame intercorre tra Amalek e il Terzo Reich? Nessuno, se ci limitiamo a una visione storica, geografica e documentaristica; ma ci sono eventi e uomini consegnati alla posterità a guisa di monito, esempi unici nel male. Amalek, discendente di Edom, è stato il più spietato nemico del popolo ebraico dopo il passaggio del Mar Rosso e il più vigliacco, poiché attaccò Israele non sul fronte (dov’erano i più giovani, atti a combattere) ma nelle retrovie (dove si attardavano anziani, donne e bambini inabili alle armi). L’attacco di Amalek non era stato preceduto da alcuna provocazione o minaccia da parte del popolo ebraico. Il Terzo Reich è stato il nuovo Amalek della Storia e il più spietato nemico della popolazione ebraica d’Europa; nei riguardi della popolazione ebraica non combattè ad armi pari e si accanì contro persone tanto indifese quanto pienamente partecipi dei valori sociali, intellettuali e morali della Germania.

Ma c’è un altro inquietante parallelismo tra Amalek e il Reich e riguarda la misera fine di entrambi; nel Rotolo di Ester si parla di Hamàn (potente dignitario del re persiano Achashverosh e discendente di Amalek) che con l’inganno spinse il suo re a emettere l’ordine di distruggere il popolo ebraico al quale apparteneva la regina Ester. Ester riuscì a capovolgere le sorti di Israele smascherando le trame di Hamàn e ottenendo la pena capitale per lui e i suoi dieci figli: Parsandata, Dalfon, Aspata, Porata, Adalia, Aridata, Parmasta, Arisai, Aridai e Vaizata. Colpisce la coincidenza con i dieci “figli” del Reich condannati alla pena capitale dal tribunale di Norimberga: Jodl, Keitel, von Ribbentrop, Rosenberg, Frick, Seyss-Inquart, Kaltenbrunner, Frank, Sauckel, Streicher (Goering si suicidò prima dell’esecuzione, Bormann fu condannato in contumacia). Pura casualità? Pura combinazione che il 27 gennaio 1945, giorno in cui l’Armata sovietica liberò Auschwitz, fosse Shabbath e che la parashà di quello Shabbath fosse quella di Beshallach che narra della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù d’Egitto?

Grazia Tiritiello racconta la storia di Jakov Gheler nel suo libro + CD Ricorda cosa ti ha fatto Amalek (Editrice Rotas, pp. 48, euro 9); nel CD, Jakov Gheler assume la voce di Angelo De Leonardis e narra la propria storia di ingegnere edile di Lodz, combattente della Resistenza nel ghetto di Varsavia che, con un matrimonio alle spalle e al tramonto della vita ha soltanto desiderio; tornare in Eretz, lo Stato di Israele. Nel CD la narrazione si arricchisce di musiche scritte nei Ghetti e nei Campi di concentramento tratte dai 24 CD-volumi dell’Enciclopedia discografica della musica concentrazionaria KZ Musik.

Il libro + CD verrà presentato questa sera a Barletta presso la Sala della Comunità Sant’Antonio dalle ore 20.30. Durante la serata di presentazione il Rav Shalom Bahbout terrà una lectio dal titolo “Gli Ebrei, l’Umanità e Amalek”; Il baritono e narratore Angelo De Leonardis leggerà stralci del libro mentre il quartetto d’archi I Suoni del Sud e il soprano Anna Maria Stella Pansini eseguiranno musiche tratte dal CD allegato; al termine della presentazione del libro sarà offerto al pubblico un piccolo buffet kasher.

Nata a Barletta nel 1961, Grazia Tiritiello è presidente dell’Istituto Musica Judaica di Barletta e responsabile artistica delle Mostre Terezìn e Lunga vita alla Vita! tenute con ampio successo di pubblico e critica in numerose città. Direttore di scena dello spettacolo teatrale Brundibàr di Hans Kràsa, appartiene alla Comunità ebraica di Napoli. Autrice dei Lunari ebraici di Trani 5766 e 5767, è coautrice del libretto dell’opera in 2 atti Misha e i Lupi di Francesco Lotoro; con quest’ultimo ha scritto il libro Gli Ebrei nel Terzo Reich (Rotas, 2004) e l’Album fotografico Brundibár – Theresienstadt 1943 (Rotas, 2007). Attori e uomini di teatro come Arnoldo Foà, Michele Placido, Milo Vallone e Pino Bruno hanno già prestato la propria voce narrante del suo libro Ricorda cosa ti ha fatto Amalek.