“Luisa ha le tette grosse” di Silvio Donà

Ci siamo già occupati di Silvio Donà l’anno scorso. Aveva pubblicato un originale romanzo di fantascienza Pinocchio 2112.

Da poche settimane è uscito in libreria il suo secondo romanzo, il titolo è Luisa ha le tette grosse ed è pubblicato sempre da Leone Editore (112 pp., € 6,00). In copertina viene definito Cortoromanzo equivoco. Effettivamente è un libro che si legge in una sera o poco più e quindi il neologismo cortoromanzo è adatto. Il termine equivoco è usato per indicare che alla base della storia c’è un equivoco e, ipotizzo, per scherzare sul titolo che farebbe pensare ad uno scritto un po’ licenzioso e di grana grossa. In realtà è un romanzo privo di qualsiasi volgarità e con una buona capacità di descrizione dei personaggi.

La trama è molto semplice: Angelo è sposato e ha due figli, lavora come impiegato in un’azienda diretta dal fratello di sua moglie e non è molto soddisfatto del proprio lavoro. La Luisa del titolo è una collega di Angelo e anche amante del di lui cognato. L’equivoco nasce quando un giorno Angelo legge una riga scritta da Luisa e immagina che possa nascere qualcosa di tenero tra di loro e questo lo spinge a rimettere in discussione la sua vita e la sua famiglia.

Non si tratta di una trama di grande originalità, senza dubbio. Quello che dà valore al libro, invece, è il modo in cui Donà descrive la vita di Angelo che si avvita sempre più in una spirale di insoddisfazione e incapacità di reazione fino allo svelamento finale. I personaggi di contorno hanno una loro dimensione ben definita e sono tutti funzionali alla trama. Nessuna parola è di troppo in questo libro e la scrittura dell’autore è semplice ma efficace. Verrebbe da chiedergli (e lo faremo al più presto) quanto istinto o quanto lavoro di lima ci sia in questo stile.

Questo romanzo, vista la brevità, ci pare ottimo come sostituto di una serata davanti al televisore. In realtà qualsiasi cosa ci appare meglio di una serata davanti al televisore, però la compagnia di un libro scorrevole e godibile come questo è effettivamente impagabile.

Fabio Mele