“Il mestiere dell’archeologo” di Giovanna Baldasarre

Il fascino che la professione di archeologo esercita sui più piccoli è, come suol dirsi, senza tempo. Resta tale anche in un’epoca in cui la tecnologia, la velocità dei mutamenti, in generale una società tutta rivolta al futuro piuttosto che al passato lascerebbero pensare a ben altro destino. È seguendo questo sentiero che Giovanna Baldasarre ha voluto dedicare ai bambini dai 9 ai 13 anni un compendio a loro uso sulle notizie più importanti da conoscere per i giovanissimi appassionati di archeologia (Il mestiere dell’archeologo, Gelsorosso, pp. 64, euro 10). Il volume, ben illustrato da Domenico Sicolo, è frutto del progetto “Archeoquad – Quaderni didattici di archeologia per l’infanzia”, finanziato dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito delle attività del programma Ritorno al Futuro della Regione Puglia: lo annotiamo con piacere, perché oltre alla qualità del progetto grafico, è l’entusiasmo col quale bambini e giovanissimi hanno accolto e sfogliato queste pagine, ad esempio durante la recente Festa dei Lettori organizzata a Bari poche settimane fa, a dimostrare la riuscita dell’investimento pubblico.

D’altra parte la linea guida del progetto è di certo, e malgrado le apparenze, di grande attualità: non può essere altrimenti se anche Andrea Carandini, uno dei più noti archeologi italiani citato anche nelle prime pagine del libro di Baldasarre, ha da poche settimane pubblicato per Laterza una Fondazione di Roma raccontata da se medesimo proprio per un pubblico di lettori giovani e giovanissimi. In Il mestiere dell’archeologo il giovanissimo lettore ritrova in sintesi i più importanti fattori di questa professione, elencati senza eludere una terminologia tecnica che viene però subito spiegata facendo ricorso a semplici metafore: le Unità Stratigrafiche ricordano così una torta nuziale, e il lavoro e gli attrezzi dell’archeologo possono essere paragonati a quelli del chirurgo o del detective. Il tutto senza nascondere al giovane lettore la possibilità di lavorare in cantieri del pieno centro cittadino, non propriamente in contesti ideali per un provetto Indiana Jones. Chiude il volume una sezione di giochi ed esercizi, “L’enigmistica del piccolo archeologo”.

Sempre nell’ambito dello stesso progetto e della stessa collana editoriale, ma con le illustrazioni di Francesca Giannetti, Giovanna Baldasarre – archeologa nata a Terlizzi nel 1979 – ha di recente pubblicato anche il volume Alla scoperta della villa romana di Faragola (pp. 64, euro 10). Qui Giovanna, insieme ai suoi due nipoti, i due gemelli di 11 anni Martina e Alessandro, descrive in un dialogo con i due suoi giovanissimi compagni di viaggio le scoperte e le peculiarità del sito archeologico nei pressi di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, studiato proprio dall’équipe degli archeologi dell’Università di Foggia. Gli scavi durati otto anni hanno permesso di ricostruire, scrive nella Presentazione Maria Turchiano, ricercatrice in Archeologia, «una storia di crescita, di successi, ma anche di crisi, di declino e poi di rinascita, una storia che ha visto protagonisti esponenti della ricca aristocrazia, ma anche mercanti, artigiani, contadini, pastori». Solo una delle mille storie che l’archeologia può raccontare, col suo fascino unico, ai lettori più giovani.

Stefano Savella