“Un amico di Garibaldi: Eliodoro Spech” di M.I. de Santis

Il prestigioso riconoscimento del Fiorino d’oro per la saggistica della XXIX edizione del Premio Firenze è andato a un libro tutto pugliese, quello del prof. Marco Ignazio de Santis, dal titolo Un amico di Garibaldi: Eliodoro Spech, cantante, patriota e soldato (euro 20), pubblicato dalla Inprinting di Molfetta. La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 3 dicembre nella cornice di Palazzo Vecchio a Firenze, e la motivazione della giuria è stata la seguente: «Con ricchezza di documentazione e finezza psicologica, de Santis ripercorre, in questo centocinquantesimo anniversario del compimento della nostra unificazione nazionale, l’itinerario biografico di una singolare figura di cantante lirico, patriota e soldato: il garibaldino Eliodoro Spech, accompagnandolo dagli esordi artistici alla tragica fine. Il saggio è frutto di una ricerca originale, fondata su una vastissima ricerca archivistica e bibliografica, che proietta una luce nuova su molti protagonisti dell’epoca risorgimentale».

Quella di Eliodoro Spech, milanese di nascita e bolognese di adozione, è una figura del Risorgimento meno nota ma più eroica. È l’immagine di un idealista votatosi al bel canto e alla libertà dei popoli, diventato patriota e massone. Spech, innanzitutto, fu un professionista dell’Opera lirica, che calcò i palcoscenici d’Italia, Spagna, Portogallo, Russia, Cuba, Stati Uniti e Messico,  nel solco della diffusione del melodramma italiano nel mondo, spesso insieme al famoso tenore Lorenzo Salvi, che aveva sposato sua sorella Adelina, celebre soprano. In Messico cantò con la grande Henriette Sontag. Affiliato alla “Giovine Italia”, Spech si incontrò a Londra con Mazzini, ma soprattutto visse e combatté a fianco di Garibaldi in Uruguay, a Roma, New York, Boston, Nizza, Caprera, in Lombardia tra i Cacciatori delle Alpi nella seconda guerra di indipendenza, a Milano dopo lo sbarco dei Mille, a Solano in Calabria e poi a Caserta durante la battaglia del Volturno. Fu anche amico di Meucci, Medici, Filopanti, Berti Pichat, Avezzana, Cosenz, Bixio, padre Canata e del giovane Abba, con il quale condivise il sogno dell’Italia unita. La ricostruzione storica di Marco Ignazio de Santis indaga dagli esordi lirici di Spech fino alla separazione dal soprano Sidonia Costini, sposata a New York, dai soggiorni a Millesimo e Caprera fino al suicidio a Molfetta, alla vigilia della terza guerra d’indipendenza, mentre era al comando dell’8° reggimento di volontari garibaldini, complice un’inquietante mancanza di tatto di Menotti Garibaldi.

Marco Ignazio de Santis è scrittore, saggista, giornalista e redattore. È una  penna del quadrimestrale letterario “La Vallisa” e collabora a molte riviste, tra cui “Risorgimento e Mezzogiorno”, “Rivista di Scienze Religiose”, “Misure critiche”. Ha diretto le riviste “Studi Molfettesi” (1996-2000) e “Report” (2005-2009). Ha scritto un centinaio di lavori di storia, etnografia, dialettologia, linguistica e critica letteraria. Tra i riconoscimenti che gli sono stati conferiti nel corso della sua carriera letteraria, il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri (1986), il Premio Umberto Saba (1989) e il Premio Renata Canepa (2008).