“Improvvisamente lontano il silenzio” di Francesco Del Conte

Dopo anni di forzato silenzio, quando il crudele sipario della vita cala, colmo di dolore, a separare esistenze tormentate, un’imprevista coincidenza riaccende ricordi ed emozioni sepolti sotto la cenere del tempo. Questa è la storia di un incontro di corpi; di anime e di corpi che si attraversano in uno sguardo complice, si attirano in un amplesso magnetico e si incendiano al calore della passione.

In Improvvisamente lontano il silenzio, struggente e (quasi) autobiografico romanzo di Francesco Del Conte (Robin Edizioni, pp. 224, euro 15) i protagonisti, pur appartenendo a mondi e luoghi diversi, riescono ad instaurare un’intensa e appassionata relazione che, seppur clandestina, riesce lentamente a sfociare in un amore profondo. Il ritmo incessante e sorprendente degli avvenimenti conferisce al racconto un vivo e commovente taglio emotivo, che si rivelerà quasi salvifico nei percorsi di vita dei due amanti.

Sulla strada verso casa, ripercorrendo fisicamente i luoghi di una città tanto amata, ma così profondamente cambiata nel tempo e nelle abitudini, il protagonista rivive tutte le tormentate vicende e i conseguenti cruenti episodi che, in modo violento e repressivo, ne scandiscono la narrazione. La presenza, infatti, di figure ambigue e minacciose, in forte contrasto con l’animo gentile e generoso dei due amanti, impedirà, con incisivi atti di forza, questo legame che, nonostante tutto, tenderà a ritagliarsi spazi e momenti di sviluppo.

Il senso di perenne amarezza e delusione, puntualmente vissuto dal protagonista, alternato ad attimi di soddisfazione erotica e amorosa, favorisce la comprensione di tutte le possibili sfaccettature emotive che emergono nell’animo umano quando, indifeso e disarmato, viene travolto dalla forza irrompente dell’amore.

Angelo Urbano