“Nero di Puglia. Il noir in tutte le sue gradazioni”

Sono ora raccolti in volume alcuni dei racconti che hanno concorso alla prima edizione di «Nero di Puglia», la cui serata conclusiva si è tenuta lo scorso 8 settembre ad Acquaviva delle Fonti (Bari). Undici testi, curati da Sergio Carlucci e Valentino G. Colapinto, che declinano tutte le varianti del genere noir, ricordando da vicino la recente antologia Sangu (edita da Manni); gli autori di Nero di Puglia (Gelsorosso, pp. 144, euro 14) provengono, però, da tutta Italia e per lo più sono esordienti: unico vincolo era ambientare le loro storie nel Tacco dello Stivale. Omar di Monopoli, autore di culto nonché presidente di giuria, afferma nella Prefazione: «Nero di Puglia cerca di offrire uno spazio ulteriore a quelle scritture che hanno voglia di osare, di oscurare la luce, mettere per iscritto la lunga ombra in cui diguazzano ancora intatti i vecchi mali di una Questione Meridionale mai scientemente affrontata».

Tra i premiati Cosimo Miccoli con Rossa come il sangue, un’indagine su una misteriosa sparizione, e Dirce Scarpello autrice di Perdon, pietà, racconto ben costruito che si sostanzia di violenza e di tardiva vendetta, di rimorso e di impossibilità di redimere la colpa. Tra gli outsider, segnaliamo come particolarmente meritori i testi Brezza di terra, brezza di mare della promettente Francesca Scotti, che narra dell’amicizia impari e morbosa tra due ragazzine, e Montaliana di Marino Lenoci, che ripercorre una passione insana e un disagio sfociati in macabra ossessione.

Molta ironia nei Carciofi di Cerano di Patrizia Birtolo, così come nella Virtù altrui di Giuliana Damiani; Mare piccolo di Stefano Iatosti è invece la denuncia di un crimine ambientale; nel Passo del diavolo di Alessandra Pepino e nella Gemella del diavolo di Rossella Martielli il noir trascolora nell’horror; un classico giallo Il tesoro di San Nicola di Paolo Bartolozzi; invece si richiama in qualche modo alla recente cronaca L’amaro sarcasmo dei papaveri rossi di Achille Signorile, in cui tutto ruota intorno alla scomparsa di una bambina.

Quella che emerge da molti dei racconti di Nero di Puglia è insomma una Puglia retriva e violenta, lontana dagli scorci idilliaci delle cartoline turistiche, con il rischio di scivolare da un’irridente immagine illusoria ad un’altra oscura e altrettanto fallace, ma che tanta suggestione ha sull’immaginario collettivo e che probabilmente non dispiacerà agli amanti del noir.

Giovanni Turi