“Un amore in cerca d’autore” di Raffaella Passiatore

Per la sua seconda pubblicazione con Florestano dopo Le storie sdrucciole (2009), Raffaella Passiatore sceglie la narrazione alternata di due personaggi che passano dallo scambio pubblico su un blog alle mail private, per incontrarsi infine dal vivo a Salisburgo.

Un amore in cerca dautore (pp. 234, euro 15) è costruito a due voci – e due colori di inchiostro –, come in un duetto.

La compositrice ART scrive al politico M.Z.: lo scambio di opinioni ideologiche cede subito spazio al racconto di due esistenze profondamente diverse, quasi agli antipodi. Alla volontaria reclusione di ART nella natura – si definisce esiliata, non espatriata – si contrappone l’esposizione mediatica di M.Z. (anche su riviste di gossip).

È un po’ troppo rapido il passaggio dal ‘Lei’ – piccato della donna, freddamente cortese del politico – al ‘tu’, agli abbracci e alla dipendenza dallo scambio epistolare, e l’incontro dei due acquista un alone realistico grazie ai pensieri a volte esasperati dei due, per l’insofferenza di M.Z. nei confronti della sua saccente interlocutrice e per l’inadattabilità del politico alla vita alpina.

Scorrendo i titoli della libreria di ART, un regredito M.Z. (che intravede nell’amante platonica riflessi – olfattivi – di sua madre e aspetti di sua sorella) scorge, accanto a Pessoa e Pirandello, anche Passiatore, che «purtroppo conosce», e subito dopo il dialogo fra i due protagonisti verte sulla letteratura: apprendiamo così, per voce di ART, quelle che probabilmente sono le teorie dell’autrice sulla necessità che la narrativa contemporanea non rappresenti più vicende eroiche che possano intrattenere il pubblico ma dia spazio ai tormenti interiori dell’uomo qualunque. Ovviamente la forma fa la differenza fra un noioso succedersi di stati interiori pedissequamente descritti e un libro in cui il particolare possa contenere uno spunto di riflessione universale.

Carlotta Susca