La nuova rivista “Narrazioni” domani alla Libreria Ubik di Foggia

Autori, libri ed eterotopie. Ossia indagini su “quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi”, secondo la coniazione di questo termine data dal filosofo francese Michel Foucault. Nasce con questo spirito la nuova rivista di letteratura e critica Narrazioni, diretta dal docente Vito Santoro, del FLESS (Dipartimento di Filosofia, Letteratura, Scienze Storiche e Sociali) dell’Università di Bari. Domani, Mercoledì 9 maggio, alle ore 18.30, alla libreria Ubik di Foggia la presentazione ufficiale di questo nuovo foglio quadrimestrale, il quale già nella sua uscita d’esordio (mesi febbraio-maggio) accoglie alcune delle voci più interessanti del panorama letterario e scientifico nazionale. Un progetto nato in seno all’Università di Bari, ma aperto a tutti gli atenei pugliesi, il quale si avvale di professionisti impegnati nei settori più disparati della cultura. All’incontro di mercoledì 9 maggio, oltre al direttore della rivista, sarà presente anche l’assistente alla cattedra di critica cinematografica/Sistemi della comunicazione e della televisione, Antonio R. Daniele, punto di riferimento per quanto riguarda il progetto all’interno dell’Università di Foggia. Conduce, il giornalista Enrico Ciccarelli. La libreria Ubik di Foggia inoltre, si pone come punto vendita della rivista in tutto il territorio di Capitanata.

Narrazioni. Rivista quadrimestrale di autori, libri ed eterotopie (Ledizioni Ledi Publishing, 2012; n. 1 febbraio-maggio 2012, € 15,00). Il primo numero di questa nuova voce di cultura critica e letteraria si divide in tre ambiti principali: Default! Narrazioni del malessere italiano (2010-11), Realismi e post-realismi e Lavoro critico. La prima parte pertanto, si concentra su letteratura ed economia, intesi come due mondi non più distinti e distanti tra loro. In tempi di crisi, di metafore suggerite prepotentemente dai titoli di cronaca e dagli studi sociologici, narrare del sistema lavoro, della bolla speculativa, della finanza democratica, o di un più generale spirito del tempo, è certamente un modo per non perdere la bussola della realtà. La seconda parte interviene sulla stretta correlazione tra il primato, di inizio millennio, del romanzo realista tradizionale e un diffuso bisogno di “narrare il proprio tempo”. Tuttavia – si legge nella brochure della rivista – questo bisogno di “raccontare il mondo” e “ri-scoprire l’Italia” deve fare i conti con l’ineludibile necessità di andare, per così dire, “oltre la cronaca”. Infine, chiude questo primo numero l’area critica, la quale analizza due possibili modi di intendere il rapporto fra romanzo e narrazione storica, prescindendo da canoniche nozioni di genere, mediante le opere Nostra signora dei Turchi di Carmelo Bene e Storia della colonna infame, Del romanzo storico, Dell’invenzione di Alessandro Manzoni.