“Le rose e il chador” di B. Nepitelli e C. Trillini venerdì a Building Apulia

Per superare pregiudizi e falsi miti, è noto, due sono gli strumenti da adottare: leggere e viaggiare. Unire le due esperienze in un solo momento, leggendo libri affascinanti per mezzo dei quali conoscere paesi perlopiù ignoti e lontani, è impresa ardua, riuscita a pochi. In Le rose e il chador. Iran, viaggio nel paese gentile (Fasi di Luna, Bari 2011, pp. 200, euro 15), Barbara Nepitelli e Cesarina Trillini, croniste parlamentari, romana la prima, marchigiana la seconda, riescono a raggiungere un esito che coniuga assai bene racconto di un’esperienza personale e vero e proprio reportage (sulle orme del più volte citato maestro del genere, Ryszard Kapuscinski). Il loro lavoro riguarda il viaggio da esse compiuto attraverso tutto l’Iran nell’estate del 2008, un anno prima delle elezioni presidenziali che avrebbero riconfermato Mahmoud Ahmadinejad alla guida del paese fino al 2013 e infiammato le strade di Teheran con una rivoluzione verde di giovani ragazze e ragazzi contrari all’esito del voto e alla censura del regime: una rivolta di cui rimane nella memoria soprattutto il volto di Neda Soltani, una giovane uccisa dalla polizia durante gli scontri di piazza.

Le autrici non tralasciano in nessuna parte del libro di ricordare la situazione politica del paese durante il loro viaggio, e la contraddizione tra la libertà dei giudizi espressi dagli iraniani nel loro privato e l’impossibilità di agire allo stesso modo in pubblico. Cosicché capita loro di trascorrere serate in case ‘liberali’, con vodka e vino di contrabbando, ed essere pochi giorni dopo riprese in pubblico se il velo intorno al capo non è posto nel verso giusto. Nel complesso, il volume di Nepitelli e Trillini è utile a superare un gran numero di luoghi comuni sull’Iran e gli iraniani: un popolo fortemente legato alla sua identità nazionale e soprattutto storica e linguistica, nel cui paese vive tuttavia la più forte comunità ebraica del Medio Oriente fuori Israele, e dove si guarda spesso all’Occidente come a una speranza, soprattutto per i giovani, per migliorare il proprio percorso di studi. Il ruolo dei media occidentali nei confronti del paese persiano rimane tuttavia improntato all’attenzione sul rischio terroristico. Per questo, alla domanda spesso rivolta alle due autrici da giovani iraniani sul perché il loro paese sia considerato negativamente in Occidente, la reazione è perlopiù confusa, dovendo esse riequilibrare l’immagine parziale veicolata dai media con la realtà, sotto i loro occhi, di un paese accogliente e ricco di risorse.

Le rose e il chador è comunque soprattutto un reportage di viaggio. Quasi settemila chilometri percorsi, di cui più di tremila in corriera, utilizzando al meglio le possibilità offerte dai mezzi pubblici, attraverso le aree più caratteristiche e suggestive del «paese gentile»: non solo la capitale, quindi, dove per superare indenni le strisce pedonali è necessario un training di alcuni giorni, ma anche Kashan, dove le due autrici si ritrovano nel mezzo della festa per la nascita del dodicesimo imam, una delle più importanti del paese, e dove scoprono il quartiere afgano della città; o Esfahan, dove i problemi delle famiglie sono così simili a quelli italiani e dove la televisione regna incontrastata nelle case; o Yazd, scenario di un tramonto mozzafiato; o Chopa Zanbil, la cui ziqqurat merita un viaggio di 22 ore complessive tra andata e ritorno in una giornata. Luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, ma dove scorre invece sottotraccia, inesorabile, portando innovazioni tecnologiche e la speranza di prossime conquiste democratiche.

Attraversano invece tutto il mondo i racconti che Corrado Balacco Gabrielli raccoglie in Testimonianze di viaggio (Bastogi), volume che sarà presentato, insieme a Le rose e il chador, nel quinto incontro della rassegna Building Apulia 2012: l’appuntamento è per venerdì 25 maggio, alle ore 11, presso la Sala Guaccero (secondo piano) del Consiglio Regionale della Puglia, in via Capruzzi 212 a Bari.

Stefano Savella