“Taranto da Lorusso a Cannata” di Pinuccio Stea

A Taranto tra una settimana si saprà se il sindaco uscente Ippazio Stefàno verrà confermato alla guida della città, dopo aver sfiorato l’elezione diretta al primo turno per una manciata di decimali percentuali. Suo competitor sarà, in una storia che si ripete a ogni tornata elettorale, Mario Cito, figlio dell’ex sindaco Giancarlo attualmente e nuovamente agli arresti per reati avvenuti durante il periodo del suo incarico. Grazie a uno zoccolo duro di 20.000 (ventimila) elettori, Cito ha superato un outsider, il leader nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. Basterebbero queste poche righe per tracciare quante peculiarità la città di Taranto conservi nella sua storia politica. Pinuccio Stea, già personalità politica di rilievo della città ionica, è da anni impegnato proprio nella messa a punto di una minuziosa storia delle competizioni elettorali e delle amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso del Novecento. Da poche settimane, per Scorpione Editrice, è stata pubblicata la sua ultima fatica, Taranto da Lorusso a Cannata. Ovvero il ritorno dei rossi (1971-1982).

Nella presentazione al volume, Giovanni Battafarano, già consigliere, assessore comunale e sindaco della città ionica, sottolinea come gli anni oggetto della pubblicazione (nei quali al governo della città ci furono prima il centro-sinistra e poi il PCI) siano stati quelli in cui ha inizio il «rapporto tormentato con la grande industria, che negli anni Settanta si chiamava ancora Italsider e faceva parte delle cosiddette Partecipazioni statali. La ricostruzione di Stea documenta che nei primi anni Settanta l’Italsider di Taranto era oggetto di vivo interesse da parte di capi di stato, uomini di governo, imprenditori, manager di varie parti del mondo, i quali venivano in visita del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, che dava lavoro ad oltre trentamila addetti. Taranto sembrava allora un modello vincente di industrializzazione dall’alto. Tuttavia, man mano che passavano gli anni emergevano sempre più problemi come la tragica sequenza degli infortuni sul lavoro, spesso mortali; la crescita dell’ inquinamento marino e aereo; i bilanci aziendali in rosso, con il ritardo nel pagamento di salari e stipendi. Da un lato l’Italsider assicurava reddito e occupazione, da un altro lato procurava infortuni sul lavoro e inquinamento. Cominciava a diffondersi il disincanto e la città sovente si ritrovava divisa tra chi guardava più alle ragioni del lavoro e chi guardava più alle ragioni della salute e dell’ ambiente. Da allora passi in avanti sono stati compiuti, ma il rapporto con la grande industria rimane tormentato, ancor più di prima».

La prospettiva di Stea, come rileva ancora Giovangualberto Carducci, presidente della Sezione tarantina della Società di Storia Patria per la Puglia, «piuttosto che propriamente interpretativa, è essenzialmente cronachistico-informativa, e traduce lo sforzo di enucleare dalla farragine degli avvenimenti le questioni salienti, afferenti ad alcune categorie che qui si ricordano per summa capita: la vita politico-amministrativa (con i variegati quadri del ceto dirigente municipale, il passaggio dalle giunte di centro-sinistra a quelle di sinistra, la frequenza e la vivacità di incontri e convegni, gli esiti delle varie tornate elettorali, le ricorrenti tensioni politiche dalle scissioni interne ai partiti fino alla contrapposizione violenta fra gruppi neofascisti e antifascisti), il complesso sviluppo economico-industriale (prima con il raddoppio e poi con la crisi del siderurgico, le numerose morti bianche, il devastante impatto ambientale, la sofferenza della cantieristica arsenaliera, l’assistenzialismo statale, le pressioni e le scelte non sempre disinteressate di ASI e di Camera di Commercio), la dinamica sociale (con il problema occupazionale e quello già citato dell’edilizia abitativa, il brusco incremento demografico, le perduranti sperequazioni dell’assetto sociale, gli inadeguati livelli igienici con il periodico riaffiorare delle solite malattie endemiche, le organizzazioni criminali), la crescita urbana (tra diffuso abusivismo, approvazione e varianti del P.R.G., piano di risanamento della città Vecchia), il dibattito culturale (l’antica aspirazione a un polo universitario, il mondo della scuola, l’inaugurazione e le attività del Circolo Italsider a Masseria Vaccarella, gli incontri e il confronto con personaggi di spicco nazionale e internazionale periodicamente presenti in riva ai due mari)».