“Vestali in un mondo senza sogni” di Gianni A. Palumbo

In più di trent’anni di attività (celebrati nel 2011), l’Associazione barese “La Vallisa”, oltre ai propri incontri con cadenza settimanale presso la centralissima Libreria Roma (i «Lunedì letterari»), ha dato vita a una rivista, a convegni, traduzioni, scambi culturali con l’estero, pubblicazioni varie: di tutto ciò rimane un materiale d’archivio certamente vasto (e in continuo arricchimento), al quale Gianni Antonio Palumbo ha dedicato le sue ricerche producendo come risultato il volume Vestali in un mondo senza sogni (Secop Edizioni, pp. 388, euro 16), un’ampia riflessione storico-critica sull’esperienza della Vallisa. L’autore, nato a Molfetta nel 1978, già assegnista di ricerca alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bari, è giornalista, poeta e scrittore, e tutte queste caratteristiche emergono in qualche modo nel corso del volume.

Nei primi capitoli, per esempio, si ripercorrono due vicende giornalistiche che hanno avuto per protagonista l’Associazione La Vallisa negli anni Novanta. La prima fu la pubblicazione, nel dicembre 1994, su un numero della propria rivista dei versi dell’ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, a processo per genocidio e crimini di guerra, ma anche autore di poesie: proprio quest’interesse fece sì che una delegazione di vallisiani giunta in Bosnia si trovò solo per caso nell’impossibilità di incontrare Karadzic nei giorni tumultuosi del 1995, quando «la poesia – ricorderà Daniele Giancane, presidente della Vallisa, a distanza di anni – è stata a un passo dall’avere un ruolo persino in un conflitto militare così feroce e orrendo». La vicenda fu ripresa anche da molti quotidiani nazionali, a partire da «Il Foglio» di Giuliano Ferrara. Del settembre 1995 è poi un’altra vicenda giornalistica affrontata sui quotidiani pugliesi dell’epoca, che prese le mosse dalla denuncia dei vallisiani della scelta, operata dalla casa editrice Laterza, di affidare a due scrittori settentrionali la cura della collana “I Sonagli”, della quale si annunciava un boicattaggio. Il dibattito, oltre a coinvolgere gli stessi Vito e Giuseppe Laterza, vide prendere posizione i maggiori intellettuali pugliesi, da Raffaele Nigro a Giuseppe Goffredo, oltre ovviamente agli stessi vallisiani che difesero a più riprese anche sulle pagine della loro rivista, le ragioni della propria protesta.

Sul versante più schiettamente poetico, molte pagine del volume sono giustamente dedicate all’opera di traduzione e divulgazione in Italia di poeti dell’Est europeo, soprattutto balcanici. I rapporti privilegiati con la Serbia hanno peraltro fatto così che diversi poeti del circolo della Vallisa siano stati a loro volta tradotti da importanti case editrici di quel paese: uno scambio culturale di cui ci sarebbe ancora un forte bisogno, soprattutto in questi anni in cui l’Europa sposta sempre più i propri confini verso Est, e di cui va dato atto alla Vallisa di aver rappresentato uno dei maggiori sostenitori in Puglia negli ultimi trent’anni. Palumbo ricorda alcuni dei poeti più importanti meritevolmente tradotti in italiano da esponenti dell’Associazione: dal serbo Dragan Mraovic allo sloveno Brane Mojzetic (tradotto da Anna Santoliquido), dall’albanese Besnik Sopoti alla poetessa Desanka Maksimovic, considerata nel 1989 «la più grande poetessa jugoslava vivente».

Tutto questo senza dimenticare i numerosi poeti pugliesi (e non solo), a vario titolo redattori e collaboratori della rivista quadrimestrale «La Vallisa», attualmente pubblicata da Besa Editrice, che hanno pubblicato propri versi sulla stessa rivista o su pubblicazioni edite dalla stessa Associazione: è il caso, tra i più recenti, del Suonatore di corno di Maurizio Evangelista, qui recensito pochi mesi fa, che si distingue, annota Palumbo, «per la raffinatezza del fraseggio e la concettosa densità dei suoi componimenti». Evangelista è tra i più giovani collaboratori dell’Associazione, al pari di Teodora Mastrototaro e Alessio Laterza. Così come non si può non citare la forte presenza femminile, consolidatasi nel gruppo “Donne e Poesia” diretto dalla già citata Anna Santoliquido.

Il volume di Gianni Antonio Palumbo dedicato all’Associazione La Vallisa sarà presentato il prossimo venerdì 4 maggio, alle ore 11, presso la Sala Guaccero del Consiglio Regionale della Puglia, in via Capruzzi a Bari, insieme al volume di Saverio Monno, I movimenti culturali in Terra di Bari 1950-2000 (Edizioni dal Sud), in una giornata interamente dedicata all’arte e alla poesia.

Stefano Savella