“Le lacrime di San Lorenzo” di Romolo Chiancone

Accostarsi a un libro in self-publishing è un’operazione che comporta, quasi sempre, qualche esitazione. Questa sensazione non deve però condizionare in alcun modo l’approccio a Le lacrime di san Lorenzo dell’autore canosino Romolo Chiancone (Youcanprint, pp. 266, euro 15).

È proprio Canosa, la città natale dell’autore, a porsi al centro della narrazione delle vicende che vedono coinvolto Cosimo Lenoci, stimato manager di una società vicentina, che a due anni dalla separazione con la moglie e una vita ormai preordinata e monotona, vede gli orizzonti attorno a sé mutare e sconvolgersi. Sarà il viaggio a trasformare la vita dell’affermato protagonista. Non un viaggio di piacere, ma un ritorno sulla strada di casa, come tanti ne accadono a causa di pratiche da firmare. Un ritorno che si spende inizialmente quale espletamento di riti familiari tradizionali, ma che prosegue poi con una serie di rivelazioni. È la notte dei desideri, quella di san Lorenzo, a far incontrare, quasi per caso, Cosimo e Ornella: persone sole che riempiono a vicenda le proprie solitudini. Il viaggio si trasforma così in scoperta di sé, dell’altro e della bellezza della vita e delle relazioni umane, lasciando, tuttavia, possibilità aperte anche nel finale.

Un romanzo realizzato con dovizia, che si svolge lungo brevi capitoli che descrivono puntualmente gli elementi dell’azione, avvalendosi anche di un consistente corredo di note a piè pagina tratte dalla nostra tradizione letteraria e canora. Il romanzo diviene così dialogo costante e aperto con la parola poetica e cantautoriale, conferendo al testo nuove prospettive e potenzialità, soprattutto quando ci si approccia alla narrazione attraverso cori e doppi cori che ripercorrono le tendenze emotive e narrative della tragedia classica e manzoniana. Romolo Chiancone non dimentica neppure la propria terra d’origine non rinunciando a proporre il dialetto locale puntualmente trascritto, così come a descrivere scorci delle località attraversate dalle vicende narrate, o, ancora, dai prodotti tipici in cui i personaggi s’imbattono.

Un romanzo attuale, insomma, che dice molto anche riguardo le condizioni di vita presenti e passate e che fa comprendere come non sia mai troppo tardi ‘tornare a vivere’ anche quando tutto sembra perduto.

Francesco Pacini