Pugliesi fuorisede/3: Intervista a Roberto La Forgia

Nella tua biografia si legge “nato a Treviso, infanzia barese”. Come mai questo spostamento nord-sud?

Mia madre è di origini trevigiane ma prima che io nascessi si era già stabilita a Bari con mio padre. Sono nato in estate, durante la consueta vacanza a Treviso che i miei facevano ogni anno. Dopo qualche giorno di vita ero su un treno Venezia-Bari.

Cosa prediligi ricordare dell'”infanzia barese”?

Il senso di sicurezza. Erano certamente anni difficili ma i bambini uscivano di casa il pomeriggio presto e rientravano a mezzanotte inoltrata. Le strade erano frequentate da adulti e bambini e questo garantiva a tutti un senso di protezione. Ne Il signore dei colori ho voluto restituire questo senso di sicurezza nella disinvoltura con cui i ragazzini protagonisti del libro si addentrano in stradine di campagna con le loro bici e con i fanalini spenti.

Nel 2007 è uscito Gli Intrusi, per Coconino Press di cui hai curato il progetto, un’indagine sulla provincia barese che ha raccolto la voce di alcuni giovani fumettisti. Questo progetto da cosa è nato?

Gli intrusi è nato dalla voglia di raccontare la provincia di Bari superando gli stereotipi che ci accollano e che purtroppo molto spesso ci si crea anche autonomamente. Con Michele Casella e mio fratello Pasquale ho invitato i migliori fumettisti emergenti a vivere per qualche giorno a Bari e inventare una storia nei luoghi che visitavano. Sono uscite storie e immagini di una terra fervida sotto una luce inedita. Adesso alcuni di questi autori spopolano all’estero e continuano il loro lavoro di osservazione.

Nel 2008, appena venticinquenne, hai fondato Littlepills, casa di produzione video, e ti sei dedicato al lavoro di attore e regista. Com’è la vita alla Littlepills?

Con Littlepills producevamo video in pillole per il web e per la tv. Qui ero già a Vittorio Veneto. Abbiamo iniziato arrangiandoci con i nostri mezzi e autoproducendoci e con un’idea fissa: dissacrare per far ridere (o l’inverso). La vita alla Littlepills era meravigliosa. Ho un ricordo splendido di quelle giornate a girare in cerca della location giusta. Penso di non aver mai passato così tanto tempo nei negozi di abbigliamento in cerca dei costumi giusti per vestire i nostri personaggi. Il bello era quando dovevamo procurarci dell’intimo femminile. Io ed Elvio, un cristone di due metri, abbiamo turbato tante giovani commesse.

Ne parli al passato. Cosa è successo?

Il progetto Littlepills si è chiuso 2 anni fa ma non escludo l’idea di tornare a fare video.

Spiegaci meglio: la produzione dei video era rivolta a che genere di clienti esterni?

I video erano prodotti per clienti tra cui Zooppa, Havaianas, Tomtom, Bonsai tv ma inizialmente abbiamo dovuto autoprodurci per avere qualcosa da mostrare e capire quali fossero i nostri punti di forza.

Preferivi l’attività di attore o di regista?

Ci occupavamo di tutto. Dalla scrittura alla ricerca dei materiali di scena, dal casting alla scrittura, dalla preparazione del setting alle riprese e la recitazione, e poi a casa a montare. È stato un momento in cui ho imparato molte cose, dal lavorare in squadra a capire come fare un’inquadratura ma continuo ad avere un debole per la recitazione. Mi piaceva mettere in gioco la mia fisicità. Mi sono fatto lanciare da un ponte alto sette metri e mi sono lanciato da un furgone in corsa. Penso sia tutta colpa di Buster Keaton.

Azzurra Scattarella

Domani su www.puglialibre.it la seconda parte dell’intervista a Roberto La Forgia, che sarà a Bari, presso La Feltrinelli Libri e Musica in via Melo, il prossimo 15 giugno.