“Teatri” di Vito Maurogiovanni

Teatri è il libro postumo di Vito Maurogiovanni, frutto di un lavoro durato circa quindici anni e a cui aveva dedicato gli ultimi mesi della sua vita, come dimostra una sua lettera datata 12 giugno 2008 all’editore: «Eccoti i Teatri. A dicembre si riaprirà il Petruzzelli, e allora ecco le storie di teatri importanti italiani». Come sappiamo, l’inaugurazione di dicembre fu rimandata al 4 ottobre 2009 e lo scrittore, purtroppo, mancò quell’importante appuntamento.

Il volume, a cura di Francesco De Martino per la collana Diomede, dedicata ai territori e alle loro culture, della Levante editori (pp. 348, euro 25,00), si apre con un’ottima introduzione del professor De Martino che passa in rassegna tutta la produzione teatrale del commediografo barese e contiene inediti interessanti, dattiloscritti dell’autore con personali correzioni.

La prima sezione è dedicata ai grandi teatri d’Italia, quelli di tradizione, che lo scrittore, innamorato dei teatri, “racconta con gli occhi” al lettore che partecipa, come da un palco, a tutti gli spettacoli. Scopriamo, pagina dopo pagina, una storia di incendi: «certo è – scrive Maurogiovanni – che la storia dei teatri italiani è anche storia d’incendi: la Scala, il San Carlo, la Fenice, il Regio di Torino, per fare qualche esempio, nascono sui resti degli incendi che distrussero le loro prime sedi. Nasce anche il dubbio che chi ideò l’incendio del Petruzzelli abbia tenuto presente anche questo dato: il “nuovo” nasce sul rogo del “vecchio”». Immediato il ricordo di quella tragica notte fra il 26 e il 27 ottobre 1991 in cui la città di Bari perse il Teatro, a cui Maurogiovanni era legatissimo, come dimostra la celebre scena di Aminueamare in cui una famiglia barese entra per la prima volta nel teatro durante un bombardamento.

La seconda parte, “Diario del Petruzzelli”, è ricco di aneddoti e storie sul teatro inaugurato il 14 febbraio del 1903 con gli Ugonotti di Giacomo Meyerbeer. Il primo ricordo, personalissimo, risale al finire degli anni Venti quando lo scrittore, addormentato tra le braccia della madre, rievoca un coro bellissimo di giapponesine; durante la Seconda guerra mondiale, invece, il teatro fu occupato dagli Alleati per trentadue mesi e gli spettacoli erano off-limits per gli italiani; finalmente il 12 ottobre del 1946 fu restituito ai proprietari e tornarono le proiezioni cinematografiche.

Merita particolare attenzione la sezione dedicata ai piccoli teatri di Bari, quelli in cui rappresentò la maggior parte delle sue opere teatrali e a cui era particolarmente legato. Per fortuna Maurogiovanni non ha assistito alla tragica chiusura di queste realtà – è di questi giorni la notizia della chiusura del Purgatorio, attivo dal 1976 – come il Kursaal Santalucia, inaugurato nel novembre 1927, l’Abeliano, che allo scrittore piaceva tanto e dove fu organizzata una grande festa per i suoi ottant’anni e il Piccolo Teatro.

Chiudono il volume una rassegna di tutti gli scritti su e di Maurogiovanni, dal 1942 alla sua morte, per la prima volta raccolti in una sistematica Bibliografia, e un bellissimo excursus sui teatri mitologici, “spettacolo nello spettacolo”, con didascalie e decorazioni tratte dai teatri italiani.

Chiara Dell’Acqua