“Bari: dal Borgo Murattiano ai Lungomari del Ventennio” di V. De Bellis e R. Colonna

Tra i volumi pubblicati di recente sulla storia di Bari, insieme a Bari racconta di Teresa De Francesco, che ha recentemente ricevuto il Premio Regionale per gli Studi Storici “Francesco de’ Robertis” 2012, c’è Bari: dal Borgo Murattiano ai Lungomari del Ventennio (Wip Edizioni, pp. 112, euro 10) di Vito De Bellis e Rosa Colonna, già autori in coppia del romanzo Il fucile di Garibaldi. Sia il libro di De Francesco che quello di De Bellis e Colonna hanno in comune un’attenzione specifica a un pubblico di lettori composto da giovani: quest’ultimo, in particolare, ha visto la luce proprio grazie a un progetto realizzato all’interno del Liceo scientifico “Scacchi” di Bari con una mostra fotografico-documentaria allestita nel 2009 dedicata allo sviluppo della città nell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Sia il libro di De Francesco che quello di De Bellis e Colonna saranno presentati mercoledì 5 giugno alle ore 18 presso il ristorante Terranima (via Putignani, Bari) in occasione del sesto appuntamento di Building Apulia, la rassegna organizzata dalla Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia.

Sono quattro i capitoli che compongono il volume pubblicato da Wip. Nel primo si ripercorrono le tappe storiche che condussero, in seguito all’ingresso a Bari di Gioacchino Murat, al superamento delle mura della città vecchia per ragioni igieniche e di sovraffollamento, al fine di costruire nuovi edifici per uso prevalentemente abitativo e commerciale. Lo sviluppo avvenne in direzione mediana rispetto alle altre possibili soluzioni a ovest e a est del borgo antico. La posa della prima pietra, ancora oggi ricordata con una stele all’angolo tra Corso Cavour e Corso Vittorio Emanuele, avvenne nel 1813: da lì la città si sviluppò con la caratteristica pianta a scacchiera rintracciabile, in Italia, anche a Torino e a Trieste. I successivi piani regolatori modificarono più o meno parzialmente la pianta fino a creare «un quadrilatero con il limite del tracciato ferroviario a sud e con il Corso Vittorio Emanuele a nord» mentre gli assi nord-sud erano Via Manzoni e Corso Cavour. Quindi, verso la fine degli anni Venti del Novecento, la grande rivoluzione dei due Lungomari, pur all’epoca contrastati da vari esponenti della cultura cittadina come Armando Perotti.

Il secondo e il terzo capitolo affrontano nel dettaglio lo stile degli edifici collocati rispettivamente nel Borgo Murattiano e sui Lungomari del Ventennio: grazie all’inserimento, nel corso della trattazione, degli indirizzi comprensivi dei moderni numeri civici corrispondenti a ogni palazzo storico di cui si fa menzione, è possibile utilizzare il volume anche come guida estemporanea per avere qualche notizia in più sui luoghi che tanti residenti e pendolari attraversano ogni giorno. Il quarto capitolo, a cura di Rosa Colonna, riguarda invece le “mappe mentali” del centro cittadino suddiviso in quattro sezioni: la Bari antica, la Bari risorgimentale, la Bari murattiana e la Bari del Ventennio.

Stefano Savella