Pugliesi fuorisede/11: Intervista a Michele Galgano

Classe 1977, Michele Galgano (il secondo da sinistra nella foto) è nato a Gioia del Colle, ma cresciuto a Castellaneta. Dal 2001 si trasferisce a Milano, dove trova lavoro per una multinazionale del settore energia occupandosi di numeri. Ama i social network, la lettura e la Puglia. Gestisce il blog e il gruppo Facebook dei Castellaneti a Milano e ha lanciato la neonata iniziativa Inchiostro di Puglia.

Michele tu sei l’animatore (oltre che ideatore con Marilia Fico e Tiberio Ludovico) di Inchiostro di Puglia, neonato progetto di scrittura collettiva sulla Puglia. Come è nata quest’idea?

Un giorno la mia amica Marilia mi chiama e mi fa: «Ho letto il libro di Renato Nicassio, Un moderato delirio, devi assolutamente leggerlo, è bellissimo! Te lo presto, anzi no, devi comprarlo, bisogna aiutare i giovani scrittori…». Quindi ho letto il libro, che mi è piaciuto moltissimo; contemporaneamente ho conosciuto Giuliano Pavone, scrittore e giornalista de «Il Quotidiano di Puglia», che mi ha fatto un’intervista per il gruppo social dei Castellaneti a Milano, e allora mi è venuta un’idea. Ho pensato che, dato che siamo tutti del Sud, che conoscevo un’altra giovane scrittrice, Angelica Rubino, che mi sarebbe piaciuto promuovere, si poteva organizzare un evento in cui ci fossero sia Nicassio sia la Rubino sia Pavone. E visto che per le feste di Natale saremmo scesi tutti, si poteva organizzare lì in Puglia.

E infatti così è stato. Abbiamo organizzato – con Marilia e Tiberio, che oltre a essere un amico, fa il pubblicitario – un evento alla libreria Nomine Rosae di Castellaneta, il 21 dicembre scorso, con loro come ospiti. L’evento è andato molto bene, ha avuto un ottimo riscontro, ci hanno fatto tanti complimenti e noi ci siamo divertiti. E poi Tiberio aveva creato questo nome bellissimo Inchiostro di Puglia, ci pareva un peccato non riutilizzarlo più, perciò abbiamo pensato a un modo per continuare a farlo vivere.

Quindi è nato il blog…

Sì, è nato questo blog http://www.inchiostrodipuglia.it/ che vuole diventare una sorta di mappa narrativa della Puglia. Ogni città un racconto. Ovviamente inedito e scritto da un autore pugliese.

Avete appena iniziato a postare qualcosa.

Sì, il primo articolo è uscito qualche giorno fa. L’ha scritto Maurizio Cotrona, è un po’ più lungo degli altri perché serve anche da introduzione. Nell’incipit c’è l’Ape Tre Ruote, che da noi in Puglia è ancora usato (mentre a Milano è inesistente), ed è una metafora, lo usiamo per spostarci da una città all’altra, è un filo conduttore scherzoso per spostarci tra le varie località con un mezzo non proprio comodo ma sicuramente rappresentativo. Al momento ben trenta autori hanno già accettato di far parte del progetto, e tutti quelli che ho contattato hanno detto subito di sì, con entusiasmo.

Il progetto al momento è “solo” un blog, ma qual è il suo scopo, effettivamente?

Innanzitutto, promuovere i nostri scrittori, perché non è possibile che ogni volta che si parli di Puglia si parli solo di mozzarelle, olio e olive – quando poi abbiamo un sacco di autori. Naturalmente, anche quello di promuovere la letteratura in generale, che in Italia fa sempre bene. E poi, quella di promuovere la nostra regione, le sue città, paesaggi… Ovviamente, non racconteremo solo le cose belle, eh, ma tutto: anche l’Ilva di Taranto, il Salento che si è reinventato per il turismo, le realtà di Bari, il Gargano. Insomma, tutto ciò che i nostri scrittori vorranno raccontare. Ogni due settimane circa con un nuovo pezzo faremo il giro della Puglia. Poi, non so, magari ci saranno altre presentazioni, incontri, sotto questo nome… vedremo. Al momento, l’obiettivo è scriverne una cartografia letteraria.

Non eri nuovo alle realtà collettive e ai gruppi: come accennavi prima, anni fa, hai fondato il gruppo dei Castellaneti a Milano.

Sì, è un blog (http://castmil.weebly.com/blog.html), ma anche gruppo di oltre 200 iscritti su Facebook molto vivo e ricco di persone validissime, che io gestisco dal punto di vista dei contatti, mentre alcuni amici suggeriscono articoli interessanti, link e post da condividere. Tutto è nato ascoltando la canzone Una cascia di Raffo del cantautore tarantino Alessandro Guido, che descrive la tipica azione del pugliese che vive al Nord che si porta da giù una cassa di birra Raffo, tipica di Taranto, come se non ci fossero altre birre a Milano… Questo gesto nostalgico e assurdo, mi ha fatto pensare che magari si poteva fare qualcosa di più per noi che non abitiamo più in Puglia e che siamo lontani chilometri e chilometri, anche perché ce ne sono tantissimi di pugliesi qui a Milano. È una vera e propria rete, serve a scambiarsi informazioni, a darsi una mano per gli spostamenti, farsi recapitare pacchi, darsi passaggi. È una sorta di gruppo di mutuo soccorso, ma anche un modo per conoscere persone nuove e mantenere i legami con le proprie origini. Per me è una passione e una soddisfazione, vedere come le persone si incontrano, aiutano e condividono, specie in città come Milano, dove non è tutto semplice, la famiglia è distante e avere una rete di supporto può migliorare la qualità della vita e aiuta a non venire risucchiati dalla metropoli, il lavoro, il caos…

Una domanda personale, da pugliese fuorisede a pugliese fuorisede: dove ti vedi tra vent’anni?

È una domanda che mi faccio spesso‏. Mi accorgo che  siamo più attaccati noi che andiamo via di quelli che rimangono: paradossale ma è così‏! Milano mi ha dato tanto‏, realizzazione personale e professionale, la mia compagna è di qui‏… ma il cuore rimane in Puglia‏. Sinceramente, non lo so. Ma se mi fermassi costantemente a pensare a dove sarò, cosa farò, ecc. probabilmente vivrei male‏.

Azzurra Scattarella